Illuminazione pubblica italiana tra alti costi e sprechi

In fatto di illuminazione pubblica l’Italia si rivela essere decisamente sprecona e i costi pro capite sono fra i più alti in Europa.

Fotografata dai satelliti nello spazio l’Italia di notte appare decisamente luminosa, molto più che altre nazioni, non c’è da stupirsi se l’importo complessivo del costo dell’illuminazione pubblica italiana è davvero elevato.

Illuminazione pubblica: Italia sprecona
I numeri parlano chiaro: il consumo annuo pro capite per illuminazione pubblica in Italia è di poco più di 100 kWh. Per avere un’idea di come funzionano le cose altrove, in Germania e in Gran Bretagna l’importo è meno della metà e superiamo la Francia di un terzo circa. Solo in Spagna il consumo pro capite è più alto che in Italia. Ma a cosa si fa riferimento parlando di illuminazione pubblica? Sostanzialmente ai lampioni stradali, all’illuminazione dei monumenti, dei giardini pubblici, della parte esterna dei condomini e alle insegne luminose.

Inquinamento luminoso e spreco energetico
Oltre agli ingenti costi (stiamo parlando di miliardi di euro) che pesano sui conti pubblici e coperti in gran parte con tasse comunali, altri fattori preoccupanti sono l’inquinamento luminoso e lo spreco energetico. Quest’ultimo è determinato in primis dal fatto che i lampioni delle strade comunali hanno installato una potenza troppo alta, dal momento che si utilizzano solitamente lampade da 150 Watt, mentre in gran parte dei casi si potrebbero usare lampade da 70 Watt, come si fa in altri Paesi europei. Peraltro i lampioni sono spesso a vapori di mercurio invece che a tecnologia LED. A tutto ciò si aggiungono poi elevati costi di manutenzione dei punti luce installati.

Inefficienze e misure di intervento
Spesso si collega l’alto costo dell’illuminazione pubblica con un’efficace politica di sicurezza nelle strade, in realtà questa equazione è debole se si pensa che in Germania, Paese notoriamente con un buon grado si sicurezza, spende la metà di noi. Il problema è da ricercarsi nell’inefficienza, nella scarsa attenzione al risparmio e a limitare gli sprechi pubblici. La prima cosa da fare sarebbe quella di spegnere le luci non necessarie, basti pensare che scuole, uffici pubblici e strutture sanitarie spesso sono illuminate giorno e notte, e poi servono investimenti nell’ambito del risparmio energetico e l’installazione di impianti intelligenti che con sistemi automatizzati di accensione e spegnimento riducano gli sprechi.

 

Illuminazione pubblica italiana tra alti costi e sprechi