EXCornsEED e Sapienza danno nuova vita ai biocombustibili

I biocombustibili sono un prodotto ecologico, ma non basta: ora il passo è recuperare i loro scarti

Dalle bioraffinerie all’industria cosmetica e alimentare: è questo il percorso che il progetto ExCornsEED, coordinato dall’Università La Sapienza di Roma si propone di creare.

Il progetto ha ricevuto un finanziamento di più di 4 milioni di euro da parte della BBI, Bio-Based Industries Joint Undertaking, che coinvolge la Commissione Europea e le più importanti industrie europee della bioeconomia. ExCornsEED coinvolge 13 partner di 8 Paesi Europei e dovrebbe durare circa tre anni e mezzo, durante i quali un gruppo di ricercatori collaborerà con imprese del settore. L’obiettivo è quello di trovare tecniche adatte a recuperare gli scarti ottenuti durante la lavorazione delle bioraffinerie. In particolare, verranno considerati gli impianti dedicati alla produzione di biocombustibili, che hanno origine da fonti rinnovabili come mais e colza e terminano con la produzione di biodiesel e bioetanolo. Ciò che rimane dalla lavorazione sono composti ricchi di valore. E’ qui che si inseriscono le ricerche e le nuove tecnologie, con l’obiettivo di ricavare da quei composti materie utili alla lavorazione nelle industrie cosmetiche e alimentari, ridando valore economico a ciò che verrebbe impiegato come concime, in modo poco redditizio.

Giancarlo Fabrizi, coordinatore scientifico del Progetto e docente di Chimica Organica alla Sapienza, spiega: “Il nostro ruolo sarà di identificare nuove potenzialità dei sottoprodotti della lavorazione intermedia, nonché degli scarti veri e propri e per ottenere molecole base per successivi processi chimici e formulazioni di alimenti e prodotti cosmetici. È la cosiddetta terza generazione delle bioraffinerie, quella che non si accontenta di utilizzare biomasse, ma declina la sostenibilità soprattutto nell’estrema varietà di output e nella messa a frutto dei sottoprodotti intermedi e dei residui della lavorazione industriale. In quest’ottica il progetto EXCornsEED, finanziato nel quadro del programma europeo Horizon 2020, si pone in linea con la strategia della bioeconomia perseguita e ribadita dall’Unione europea, nonché con il nuovo concetto di economia circolare”.

Chimica, biologia, ingegneria e biotecnologie collaboreranno al fine di sviluppare tecnologie sostenibili di estrazione e purificazione dei materiali ottenuti all’interno delle bioraffinerie, come scarti, in modo da estrarre proteine e composti bioattivi come peptidi, polifenoli, aminoacidi, fibre e utilizzarli come ingredienti in alimenti e prodotto cosmetici.

La presentazione del progetto è avvenuta a Roma, sotto il titolo di “EXCornsEED – Separation, fractionation and isolation of biologically active natural substances from corn oil and other side stream”, davanti ai rappresentati degli 8 Paesi coinvolti: Italia, Slovacchia, Svizzera, Romania, Spagna, Belgio, Germania e Paesi Bassi. Dell’Università di Roma parteciperanno invece tre dipartimenti: Ingegneria chimica dei materiali e dell’ambiente, Chimica e tecnologie del Farmaco e Scienze Biochimiche.

EXCornsEED e Sapienza danno nuova vita ai biocombustibili