Energia: la proposta del WWF per l’azzeramento delle emissioni di carbonio

Decarbonizzazione: ecco le proposte presentate del WWF in vista della presentazione del Piano Nazionale Energia e Clima

Salvare il pianeta dall’inquinamento che gli stessi uomini stanno generando è possibile ed è il punto fermo di diversi enti, istituzioni e imprese che guardano con maggiore attenzione agli effetti positivi dell’efficienza energetica.

Mentre si attende la presentazione del Piano Nazionale Energia e Clima, prevista per il 31 dicembre 2018, WWF ha diffuso le sue proposte in relazione agli obiettivi di decarbonizzazione.

Quest’ultima è considerata ormai da tempo come l’unica soluzione per un pianeta più sostenibile. La decarbonizzazione, un processo di cambiamento del rapporto carbonio-idrogeno nelle fonti di energia, fa leva sull’efficienza energetica e su una trasformazione degli usi finali dell’energia. Le tre dimensioni di questo processo sono:

  • chiusura del carbone entro il 2025. Si tratta di una strategia che offre un’opportunità per lo sviluppo delle fonti rinnovabili;
  • efficienza del carbone;
  • sviluppo delle rinnovabili.

Le proposte portate avanti dal WWF, raccolte in un report, partono dall’identificazione per ciascuna delle tre dimensioni della decarbonizzazione, degli strumenti adatti per attuare la decarbonizzazione stessa.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili ad esempio, le valutazioni condotte dal WWF suggeriscono l’introduzione della garanzia per lo sviluppo di impianti fotovoltaici ed eolici. Le infrastrutture nel settore energetico infatti, sono un valore aggiunto e contribuiscono alla produzione di energia senza che venga generato inquinamento. Su quest’ultimo punto, lo studio del WWF raccomanda la diffusione di tecnologie di accumulo, come quelle a batteria.

Restando nell’ambito delle rinnovabili, il report propone l’introduzione dei PPA (Power Purchasing Agreement), cioè dei contratti di acquisto da fonti rinnovabili a mercato nel lungo periodo. A questo si aggiunge la proposta per l’introduzione di un carbon floor price sulle emissioni di CO2 nel settore termoelettrico, per ridurre gli effetti negativi che potrebbero riscontrarsi sul mercato delle rinnovabili e causati dalla volatilità del costo dei permessi di emissione.

Inoltre, nel report viene affrontata una questione molto importante, ovvero quella del limite di emissione di CO2 che per le centrali elettriche non dovrebbe essere di oltre 500 grammi per kilowattora dal 2025, anno in cui è prevista la chiusura delle centrali a carbone.

Il report realizzato dall’associazione ambientalista contiene inoltre una proposta di buon auspicio per il riordino dei meccanismi legati alla promozione dell’efficienza energetica, allontanandosi invece dall’obbligo di risparmio tramite i titoli di efficienza energetica al settore della vendita di energia elettrica e gas naturale.

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