Energia nelle piccole isole prodotta dal moto ondoso: il piano di investimenti

L'innovativo progetto ecologico promosso da Eni con Terna, Fincantieri e Cassa Depositi e Prestiti

Produrre energia elettrica dalle onde del mare, un progetto ambizioso che sta per diventare realtà in Italia e che renderà il nostro Paese più ecologico e indipendente dal punto di vista energetico.

Tra le fonti di energia rinnovabile il moto ondoso è una di quelle di cui l’Italia, circondata dai mari, dispone in abbondanza, insieme al sole. Ora un progetto innovativo trasformerà la forza del mare in energia elettrica, grazie all’accordo tra Eni, Fincantieri, Terna e Cassa Depositi e Prestiti. Ciascuno dei soggetti metterà in campo le proprie specifiche competenze e risorse.

L’accordo è stato firmato il 28 ottobre a Ravenna da parte degli amministratori delegati degli Enti coinvolti, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ed è stato presentato dall’ad di Eni Claudio Descalzi. Fa seguito a un’intesa già firmata lo scorso 19 aprile e dà avvio alla fase operativa.

Il progetto per trasformare il moto ondoso in energia elettrica si chiama Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC) e si basa su un sistema ibrido smart grid, composto da fotovoltaico e da un impianto di stoccaggio energetico idoneo sia per l’alimentazione di asset offshore di medie e grandi dimensioni sia per la fornitura di energia elettrica, completamente rinnovabile, in luoghi non interconnessi alla rete. Il progetto sarà realizzato su scala industriale, dunque sarà immediatamente utilizzabile, una volta completato.

L’innovativo sistema di produzione di energia elettrica attraverso le onde del mare sarà destinato in primo luogo alle isole minori, al largo delle quali verranno realizzate le prime installazioni.

Per l’Italia si tratta di un sistema molto vantaggioso, perché permette di realizzare energia elettrica dal moto ondoso fruttando lo sviluppo costiero del Paese e con un impatto ambientale inferiore rispetto a quello delle altre fonti rinnovabili terrestri già in uso. Questo sistema di produzione, inoltre, potrà creare un’industria nazionale e un indotto a elevato sviluppo tecnologico e alto valore aggiunto.

Ciascuno degli enti coinvolti nel progetto contribuirà con le proprie competenze specifiche e know-how. Eni metterà a disposizione la propria esperienza nelle attività offshore e nella gestione di progetti complessi, insieme alle proprie piattaforme marine. Fincantieri apporterà le sue competenze tecniche specifiche nelle realizzazioni navali per l’industrializzazione e il deployment della prima applicazione industriale “full scale”. Per la realizzazione del nuovo impianto, Terna contribuirà con le sue competenze tecniche nel campo dell’ingegneria elettrica.

Cassa Depositi e Prestiti, oltre agli investimenti, curerà in sinergia con i partner, i rapporti con le Istituzioni centrali e gli enti locali, valutando i profili economici e finanziari e i meccanismi più idonei di remunerazione dell’energia prodotta.

L’accordo di partnership tra gli enti si svilupperà in due fasi. Nella prima fase, si metterà a punto il modello di business per un piano di realizzazione in Italia della nuova tecnologia e allo stesso tempo sarà completata la prima installazione industriale di Iswec presso la piattaforma Eni Prezioso nel Canale di Sicilia, al largo delle coste gelesi, con avvio previsto nella seconda metà del 2020. Nella seconda fase, invece sarà, invece, verrà costituita la società vera e propria del progetto e sarà data esecuzione al piano di realizzazione e sviluppo delle attività, a cominciare dalle applicazioni per le isole minori in Italia e poi all’estero.

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