Energia, la transizione energetica raddoppierà la domanda di minerali entro il 2040

La transizione verso un sistema energetico più sostenibile con le fonti rinnovabili a svolgere un ruolo fondamentale nel percorso di decarbonizzazione delle nostre economie porterà entro il 2040 a raddoppiare la domanda di minerali. Una crescita anche superiore se si considera lo scenario definito dall’Accordo di Parigi del 2016: in quel caso il fabbisogno di prodotti minerari quadruplicherebbe per la stessa data. Sono le stime contenuto nel World Enery Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nella sezione dedicata al ruolo dei minerali critici nelle transizioni di energia pulita. La transizione, per raggiungere lo zero netto a livello globale entro il 2050, richiederebbe invece un input di minerali sei volte maggiore nel 2040 rispetto a oggi.

Un sistema energetico alimentato da tecnologie di energia pulita è molto diverso infatti da uno alimentato da risorse tradizionali di idrocarburi. Gli impianti solari fotovoltaici, i parchi eolici e i veicoli elettrici richiedono generalmente una quantità superiore di minerali per essere costruiti rispetto alle loro controparti a combustibili fossili. Un esempio: un’ auto elettrica classica richiede sei volte l’apporto di minerali di un’auto convenzionale e un impianto eolico a terra richiede nove volte più risorse minerarie di un impianto a gas. Dal 2010 la quantità media di minerali necessari per una nuova unità di capacità di generazione di energia è già aumentata del 50% visto l’incremento della quota di energie rinnovabili nei nuovi investimenti.

Le tipologie di risorse minerarie utilizzate variano in base alla tecnologia. Minerali come litio, nichel, cobalto, manganese e grafite sono fondamentali per le prestazioni, la longevità e la densità di energia della batteria mentre gli elementi delle terre rare sono essenziali per i magneti permanenti che sono vitali per le turbine eoliche e i motori elettrici. Le reti elettriche necessitano inoltre di un’enorme quantità di rame e alluminio, e il rame è una pietra miliare per tutte le tecnologie legate all’elettricità.

L’Agenzia quindi ha sottolineato che “il passaggio a un sistema energetico pulito determinerà un enorme aumento del fabbisogno di questi minerali, il che significa che il settore energetico sta emergendo come una forza importante nei mercati minerari”. Fino alla metà degli anni 2010, per la maggior parte dei minerali, il settore energetico rappresentava solo una piccola quota della domanda complessiva. Tuttavia, con l’accelerazione della transizione energetica, le tecnologie per l’energia pulita stanno diventando il segmento della domanda in più rapida crescita. In uno scenario che soddisfa gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ad esempio, la loro quota sulla domanda totale aumenterebbe significativamente nei prossimi due decenni a oltre il 40% per gli elementi in rame e terre rare, il 60-70% per nichel e cobalto e quasi il 90% per il litio.