Elettrodomestici, nuove regole dall’UE: risparmi in bolletta di 150 euro

Il nuovo regolamento riforma le etichette energetiche e, a regime, permetterà di risparmiare tanta energia quanta quella consumata annualmente dalla Danimarca

È tempo di Ecodesign, per l’Unione Europea. Nei giorni passati, infatti, la Commissione Europea ha approvato in via definitiva nuove misure in tema di progettazione di elettrodomestici ad alto consumo.

Si tratta, per l’appunto, di regole che dovranno seguire i produttori di lavatrici, asciugatrici, frigoriferi, lavastoviglie e così via, per progettare e costruire elettrodomestici che consumino sempre meno e abbiano così un minor impatto a livello ambientale. Il nuovo regolamento sull’Ecodesign è stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e dovrà essere ora recepito dai singoli Paesi membri.

Ma cosa prevede, esattamente, il regolamento dell’Unione Europea sull’Ecodesing? Si tratta, di fatto, di una revisione delle famose etichette energetiche, quei documenti che classificano i prodotti elettrici in base ai loro consumi di energia in base a una scala che va da A (per i più efficienti) a G (per i meno efficienti). L’attuale “Energy rating”, infatti, è vecchio di decenni e consente ai produttori di ottenere voti elevatissimi, tanto che la maggior parte degli elettrodomestici in commercio vanta etichette energetiche “A+++” o simili.

Con le nuove regole, dunque, sarà più difficile ottenere valutazioni elevate e una lavatrice o un frigorifero di “Classe A” in base al regolamento “Ecodesign” garantirà un notevole risparmio di risorse rispetto agli standard attuali. Secondo alcune stime realizzate dalla stessa Commissione Europea, con l’entrata in vigore della nuova normativa continentale, i consumatori potranno risparmiare fino a 150 euro ogni anno sulla bolletta dell’energia elettrica. Sempre secondo le stime UE, le nuove normative consentiranno un risparmio a livello continentale pari al consumo energetico annuo della Danimarca.

All’interno dell’Ecodesign, però, rientrano anche misure volte a favorire la riparabilità dei dispositivi. L’intento dell’Unione Europea è quello di combattere la cosiddetta obsolescenza programmata e favorire il diritto alla riparazione da parte degli utenti. Così, i produttori non solo dovranno progettare degli elettrodomestici che siano facili da riparare (non sempre è così), ma soprattutto dovranno garantire la possibilità di reperire pezzi di ricambio per un lasso di tempo che va dai 7 ai 10 anni a seconda del dispositivo.

Si tratta di una misura rivolta ai soli riparatori professionali, ossia a centri assistenza, elettricisti e tecnici riparatori certificati, che potranno ordinare i pezzi direttamente presso la casa madre, che dovrà spedirli entro e non oltre 15 giorni dalla ricezione dell’ordine.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Elettrodomestici, nuove regole dall’UE: risparmi in bolletta di ...