Tra design e sostenibilità, Jungle, la palestra green a cielo aperto

Ideata da due personal trainer, è stata installata a Pesaro: Jungle è la prima palestra ecosostenibile e verticale

È stata lanciata a Pesaro, nelle Marche, ad un anno dalla sua ideazione da parte dei personal trainer Matteo Ferri e Michela Citarelli.

Si chiama Jungle, ed è una palestra innovativa a cielo aperto: in materiale ecologico e a costo zero, non utilizza macchinari elettronici o i classici pesi. Tramite il sistema Jungle Up infatti, l’installazione sfrutta la forza di gravità, come strumento essenziale del programma di allenamento. Costituita principalmente da semplice corda naturale e legno di filiera XLAM (crossing laminated timber), la struttura raggiunge gli 8 metri di altezza per 4,5 metri di diametro.

Al momento, Jungle è ospitata da baia Flaminia a Pesaro, mentre sono previste due versioni ridotte di 4 metri per 2 metri, destinate a parchi pubblici, dove sarà possibile allenarsi liberamente a costo zero.

I primati di Jungle riguardano la sostenibilità e il design del progetto: la struttura costituisce infatti la prima palestra al mondo sviluppata in verticale, a cielo aperto e con un’estetica biomorfica, grazie ai piloni portanti che richiamano una S. Tra funi come liane, blocchi di legno come tronchi, quadri svedesi sui quali arrampicarsi, la palestra ricorda una vera e propria giungla: d’altronde, il nome non nasce per caso.

L’innovazione più importante di Jungle è certamente lo sfruttamento della dimensione verticale. Con un valore di 100 metri quadrati di area occupata, la palestra green ha un impatto molto basso sull’assetto urbano delle zone in cui è inserita. A questo si aggiunge anche l’aspetto estetico: Jungle infatti valorizza lo spazio esterno, con le sue linee sinuose ed accattivanti.

Jungle Up

A metà tra crossfit, street workout e parkour, Jungle costituisce anche un innovativo modello di allenamento, che sostituisce gli apparecchi elettrici con la forza e l’istinto umano. Per poter operare come allenatore su Jungle, è necessario seguire diversi programmi specifici, avvalendosi di più di 150 attrezzi, tra i quali funi, anelli, scale e quadri svedesi. La struttura è pensata per allenare tutta la muscolatura contemporaneamente, migliorando il senso di propriocezione. Mattia Ferri, uno dei creatori di Jungle, vede l’innovativa palestra green come uno strumento essenziale per recuperare la nostra dimensione istintiva, imparando a vivere la città con consapevolezza ecologica: “Un giorno di qualche anno fa mi sono reso conto che quando le persone si appendevano per i piedi o per le mani, cominciavano istintivamente a ridere”.

Jungle Up a Pesaro

Jungle è certamente una palestra ecologica, ma è stata pensata anche come strumento di integrazione sociale: essa infatti vuole promuovere la condivisione dello spazio comune, prevedendo anche sessioni di family building e team building, oltre a programmi dedicati ad anziani e portatori di handicap.

Quando l’ecosostenibilità urbana, il design e l’attenzione all’impatto sociale si uniscono, si creano strumenti di alto livello, capaci di integrarsi all’ambiente e di portare un reale valore positivo a chi ne può usufruire. Si potrebbe augurare: più Jungle per tutti.

Jungle Up, la palestra green

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Tra design e sostenibilità, Jungle, la palestra green a cielo aperto