Dai container, le case ecologiche che stanno facendo rinascere Puerto Rico

Da Puerto Rico, arrivano le case ecologiche nate dai container: sicure ed economiche, promettono di essere la nuova alternativa immobiliare

Poco più di un anno fa, su Puerto Rico si è abbattuto l’uragano Maria, devastando reti elettriche, case, fattorie, con gravi conseguenze sull’economia locale.

È proprio dopo il passaggio dell’uragano Maria, che è nata l’urgenza di pensare ad un nuovo modo di abitare, che fosse sostenibile, sicuro ed economico. Ad accettare la sfida è stata Carla Gautier, architetto: qualche giorno dopo l’uragano, infatti è stata chiamata ad entrare a far parte della FEMA, l’Ente federale  americano per la gestione delle emergenze,
come ispettore edile. “Nella maggior parte delle case, l’unica cosa rimasta in piedi era il bagno” ha detto durante un’intervista Gautier.

Per decenni infatti, la maggior parte dei portoricani si è affidata alla costruzione sommaria e non legalizzata per poter avere case economiche e aggirare un processo burocratico costoso. In seguito al passaggio dell’uragano, quasi 300 mila abitazioni hanno subito danni significativi e circa 70 mila sono state completamente distrutte. Da qui, nasce la forte esigenza di trovare una soluzione: “Volevo capire un modo per realizzare un tipo di costruzione domestica accessibile a tutti”. La risposta è arrivata da alcune imprese europee che già hanno sviluppato questo tipo di costruzione. Gautier si è quindi rivolta all’amica di lunga data Maria Gabriela Velasco, psicologa ed imprenditrice, ed è nata HiveCube, la startup della casa ecologica che vuole portare un nuovo modo di costruire abitazioni economiche a Puerto Rico.

HiveCube, la casa container ecologica

La casa HiveCube nasce dai container, ristrutturati per diventare case accoglienti e sicure: “Sono fabbricati per resistere alle peggiori condizioni atmosferiche, in mezzo all’oceano, colpiti da onde e tifoni” ha detto la fondatrice Gautier. Le case container non sono solo sicure, ma anche economiche: “Il reddito medio sull’isola è di circa 20 mila dollari, ma il valore medio di una casa tradizionale è di circa 100 mila dollari. Qui entriamo in gioco noi” ha detto Maria Gabriela Velasco. Il modello base di HiveCube costa infatti 39 mila dollari. Pensata nei minimi dettagli ed estremamente organizzata, comprende due camere da letto, un bagno e una cucina-soggiorno. La struttura, comprese anche le finestre, può resistere ad un uragano di categoria 5, con venti fino a 280 km/h, ben ancorata alle fondamenta.

Interni della casa HiveCube

Con un costo aggiuntivo, le unità HiveCube vengono fornite di una microgrid a energia solare, un sistema di raccolta dell’acqua piovana e uno di trattamento delle acque reflue, che funziona anche come giardino. Le case container sono quindi pensate per essere il più stabili possibile e ad impatto zero sull’ambiente. Al momento, HiveCube sta prendendo ordini dai proprietari che possono permettersi l’acquisto delle unità senza finanziamento, ma l’obiettivo è grande: “Stiamo cercando di creare un impianto di produzione a Puerto Rico per creare posti di lavoro” ha detto Velasco. “Il nostro obiettivo è quello di costruire circa 100 case container al mese, tramite un processo di prefabbricazione”. La strada è ancora lunga e non è semplice, ma la volontà di dare ai portoricani un alloggio sicuro, funzionale ed ecologico è forte. “Vogliamo costruire un Puerto Rico forte, migliore” ha detto Velasco, la fondatrice. “Avere una casa finanziariamente accessibile, ecologica e sicura per la tua famiglia ti fa stare in pace, tranquillo”.

HiveCube, la casa ecologica dal container

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