Coronavirus rivoluziona la mobilità, Fase 2 “green”: piste ciclabili ed e-bike

Ma c'è, come sempre, un'insidia: il rischio è che - proprio per aggirare il contagio sui mezzi pubblici -  possa esserci un'impennata dell'uso dell'auto negli spostamenti

Da giorni, ormai, non si fa altro che parlare di Fase Due, anche in scia al desiderio crescente di lasciarsi alle spalle la fase uno, fatta di restrizioni e limiti.La verità, però, è che si naviga ancora a vista e che, allo stato attuale, siamo ancora nel campo delle parole più che dei fatti. Tante le ipotesi al vaglio del Governo nessuna delle quali ha ancora ottenuto il semaforo verde. 

In vista dell’ormai prossima scadenza del lockdown il  4 maggio, l’intenzione dell’esecutivo è mettere a punto uno schema su base nazionale, senza però ignorare lo stato del contagio che interessa in larga parte le regioni del Nord con quelle del Sud che al momento sembrano aver retto meglio alla pandemia. Per questo si lavora a riaperture più celeri nelle zone che attualmente presentano un rischio più ridotto, con una incognita non da poco, ossia evitare effetti distorsivi nella concorrenza tra privati.

Sullo sfondo, una considerazione: dimentichiamoci il mondo per come lo abbiamo conosciuto fin qui. Sì, perché ormai chiaro, dovremo costruire uno nuovo. Una sfida, un’occasione, come molti hanno sottolineato in questi giorni: rendere ordinario ciò che fino a poco fa era straordinario. Ed è proprio in quest’ottica che l’emergenza sanitaria che stiamo fronteggiando da mesi diventa occasione per rivedere la mobilità urbana visto che l’imperativo è e sarà garantire  il distanziamento delle persone.

MEZZI PUBBLICI –  Addio agli “orari di punta”. Per non creare assembramenti sui mezzi non basta imporre il seggiolino vuoto tra una persona e l’altra. Al vaglio, la possibilità di spalmare il lavoro su sette giorni,  ipotizzando la differenziazione dell’orario di ingresso.

Più facile a dirsi che a farsi. Pensiamo a città come Milano e più ancora Roma, da sempre tra l’altro  alle prese con il problema di sempre di servizi pubblici non sempre efficienti. Proprio in quest’ottica il Campidoglio sta già lavorando a una strategia che punta a rivedere il trasporto pubblico all’interno della quale rientrerebbe il contingentamento sui mezzi pubblici e nelle stazioni metro, contapasseggeri e segnaletica a terra su tutti bus e alle fermate per rispettare le distanze tra passeggeri.

Legambiente punta sulla bici e spinge sul car sharing (auto soprattutto elettriche, bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini), e di proseguire, anzi potenziare lo smart working nell’ottica di ridurre il traffico di pendolari.

Dalle maggiori associazioni ciclistiche e ong ambientaliste è arrivato un pacchetto di misure per incentivare la mobilità sostenibile nella fase 2.

Ma c’è, come sempre il rovescio della medaglia: l’obiettivo dichiarato è evitare che la gente prenda in massa l’automobile, ma il rischio è che – proprio per aggirare il contagio sui mezzi pubblici –  possa esserci un’impennata dell’uso delle quattro ruote negli spostamenti con gli annessi problemi di traffico.

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