COP26: intesa a sorpresa Usa-Cina, cosa prevede

I due Paesi - maggiori inquinatori al mondo - costituiranno un comitato congiunto che si riunirà a partire dalla metà del 2022

Un accordo definito storico da più parti che si poggia su impegni dal rispetto dei quali passa una bella fetta del futuro del Pianeta: si va dall’abbandono graduale del carbone, alla riduzione delle emissioni di metano passando per la protezione delle foreste.

 

Cop26, arriva la svolta sul clima

 

A poche ore dalla conclusione di Cop26 a Glasgow, arriva l’intesa  sul clima tra Washington e Pechino,  i due Paesi maggiori inquinatori al mondo,
La “Dichiarazione congiunta Usa-Cina per migliorare l’azione climatica negli anni Venti”,  un documento di tre pagine è stata presentata il 10 novembre dal capo negoziatore cinese, Xie Zhenhua, e dall’inviato Usa, John Kerry, in conferenze stampa separate. Le due superpotenze, che riconoscono il gap rispetto agli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi, hanno deciso di istituire un gruppo di lavoro bilaterale che si riunirà a partire dalla metà del 2022 per “potenziare l’azione sul clima” nel decennio in corso. 

 

Storica intesa Usa-Cina, cosa prevede

 

Nel dettaglio, i due paesi si dicono “impegnati a perseguire” gli sforzi per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi: stare almeno sotto 2 gradi di riscaldamento globale dai livelli pre-industriali e puntare a rimanere sotto 1,5 gradi.  Per questo si dicono impegnati a “azioni climatiche migliorate per alzare l’ambizione negli anni Venti”. I due paesi riconoscono che esiste “un gap significativo” fra gli sforzi fatti nel mondo per contrastare la crisi climatica e “quello che occorre sia fatto per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”.

 

Le due parti si dicono intenzionate a collaborare su “schemi regolatori e standard ambientali per ridurre le emissioni di gas serra negli anni Venti”, “benefici sociali sulla transizione alle energie pulite”, “politiche per incoraggiare la decarbonizzazione“, “economia circolare”, “cattura ed utilizzo del carbonio”.

 

Un paragrafo dell’accordo è dedicato alla collaborazione nella lotta alle emissioni di metano, il gas serra più pericoloso, proveniente soprattutto da perdite dagli impianti di estrazione e distribuzione. La Cina si dice intenzionata ad attuare un piano nazionale di riduzione delle emissioni, e i due paesi concordano di incontrarsi l’anno prossimo per discutere del problema.

 

Altro capitolo, la collaborazione fra le due superpotenze sulle fonti di energia rinnovabili, sulle quali sono entrambe all’avanguardia. Cooperazione  annunciata anche sulla lotta alla deforestazione e sul fondo da 100 miliardi di dollari all’anno per aiutare i paesi meno sviluppati a decarbonizzare. 

 

 

Johnson fa gli onori di casa. E gongola

 

Esulta, in veste di padrone di casa, Boris Johnson  in scia all’intesa che, di fatto, consente di  accelerare il passo delle azioni di contrasto del cambiamento climatico. “Chiaramente è una buona notizia per il mondo che i due più grandi produttori di emissioni di carbonio lavorino insieme per ridurle”, ha detto Allegra Stratton, portavoce per il dossier clima del primo ministro britannico, che proprio nelle ore precedenti era tornato a Glasgow per incoraggiare i negoziatori rafforzare gli obiettivi del contenimento del surriscaldamento della terra entro il tetto di 1,5 in più dell’era pre-industriale.

 

Tuttavia – ha aggiunto Stratton – “bisogna avere un po’ più di tempo per analizzare i dettagli” del documento che gli emissari di Washington e Pechino hanno sintetizzato nelle scorse ore.

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