Consumi energetici saliranno del 58% per il riscaldamento globale

Le temperature sempre più alte ci costringeranno a consumare più energia per i condizionatori. Ecco cosa succederà.

Un cane che si morde la coda. Mentre siamo impegnati a combattere il riscaldamento globale con le soluzioni più varie, peggioriamo la situazione facendo aumentare i consumi energetici del 58%.

Una situazione questa che, come è facile intuire, fa aumentare i livelli di gas serra nell’atmosfera, facendo crescere ancora di più la temperatura globale. Un quadro piuttosto preoccupante, che emerge da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature communications, nel quale vengono analizzati dati e avanzate proposte su quello che potrebbe accadere al nostro pianeta da qui al 2050. La ricerca è un unicuum nel suo genere: si tratta della prima, infatti, che mette in relazione la domanda energetica globale in funzione del cambiamento climatico.

Secondo la ricerca, il fabbisogno energetico è destinato a crescere specialmente nelle fasce tropicali e nelle medie latitudini, dove già si concentra il grosso della popolazione mondiale. In queste aree, le giornate di calore sono destinate a crescere in maniera vertiginosa: entro il 2050 potremmo avere ben 75 giorni roventi in più ogni anno (più di due mesi, insomma) e saremo dunque costretti a rinfrescare gli ambienti in cui viviamo con strumenti artificiali (impianti di condizionamento, prima di tutto).

Ciò farà crescere, per l’appunto, la richiesta di energia elettrica, soprattutto nelle zone meridionali degli Stati Uniti, dell’Europa e della Cina. Qui, stando ai dati della ricerca, i consumi energetici dovrebbero aumentare da un minimo del 25% a un massimo del 58%. A queste percentuali, poi, dovrebbero essere sommate quelle già previste per la crescita della popolazione e dell’economia mondiale.

I maggiori responsabili della crescita di domanda di energia, si legge nelle pagine della ricerca, saranno i condizionatori. La temperatura crescente, infatti, forzerà l’installazione di sistemi di condizionamento non solo in casa, ma anche e soprattutto all’interno dei luoghi di lavoro. Ad esempio, si prevede che nei prossimi 30 anni in Cina ne saranno installati oltre 1 miliardo. In Europa, invece, dovrebbero esserne presenti “solo” un quarto (275 milioni circa).

C’è da dire, però, che queste previsioni potrebbero rivelarsi errate e sovrastimate. Anche se non è possibile mettere in dubbio la correttezza dei calcoli effettuati, la ricerca si basa su così tanti fattori che basterebbe un cambiamento, anche minimo, di uno di essi per mutare il quadro finale. Se, ad esempio, i Paesi si attenessero strettamente all’Accordo sul clima di Parigi, la crescita di domanda energetica potrebbe essere “arrestata” attorno al 20%. Se, nei prossimi 30 anni, dovessero essere ideati sistemi di condizionamento innovativi e più efficienti, la percentuale potrebbe addirittura diminuire ulteriormente.

Consumi energetici saliranno del 58% per il riscaldamento globale