Biometano, gas e idrogeno: così accelera la mobilità green

(Teleborsa) – La pandemia di Covid-19 ha accelerato la transizione energetica in UE e dato un’importante slancio al Piano per la neutralità climatica al 2050, che implicherà un cambio radicale del sistema energetico e di altri settori chiave per l’abbattimento delle emissioni di gas serra, a partire dalla mobilità.

Per favorire la decarbonizzazione dei trasporti, esiste una risorsa – complementare all’elettrico – in grado di ridurre significativamente sia le emissioni di CO2, causa del riscaldamento globale, sia l’inquinamento (ossidi di azoto e particolato), che compromette la qualità dell’aria soprattutto nei centri urbani. Si tratta del gas naturale, una soluzione di mobilità economica ed efficiente oggi rafforzata dalla crescita del biometano, carburante alternativo e rinnovabile che si produce dai rifiuti organici e dagli scarti agricoli e agroalimentari.

Nella transizione “green” che attende l’intero pianeta, e nella delicata fase di rilancio post Covid, l’Italia potrà sfruttare una leadership internazionale nelle infrastrutture di gas e nel trasporto a gas naturale e biometano.

Il nostro Paese vanta infatti la rete infrastrutturale di gas più sviluppata d’Europa, un potenziale di produzione di biometano tra i maggiori al mondo e il primato a livello continentale per numero di auto a CNG (gas compresso) in circolazione, un milione, e per numero di distributori, circa 1.500. Questa alimentazione è disponibile sia come primo equipaggiamento sia per il retrofit, cioè la conversione di motori a benzina o diesel al gas.

Prospettive ancor più rilevanti sono quelle del trasporto a LNG (gas liquefatto), che può essere anch’esso “bio” e che consente lunghe percorrenze a costi contenuti, proponendosi come soluzione chiave per la riduzione delle emissioni nei trasporti pesanti, difficilmente elettrificabili. Anche questo è un settore in forte crescita: i camion a LNG, appena un centinaio nel 2015, sono oggi più di tremila e il numero di stazioni di rifornimento continua a crescere, avvicinandosi alle 90 unità.

Gas naturale e biometano aprono le porte all’idrogeno, una risorsa che nelle desiderata della commissione europea potrebbe arrivare a soddisfare quasi un quarto della domanda energetica al 2050, con l’indubbio vantaggio di poter utilizzare le esistenti reti del gas, cui viene miscelato.

Tra le aziende più attive nello sviluppo dell’idrogeno c’è l’italiana Snam, prima in Europa a testarne il blending nella propria rete di trasporto gas e ancor più impegnata con il nuovo piano industriale da complessivi 7,4 miliardi, che prevede anche l’avvio della conversione a idrogeno di tratte di rete ferroviaria italiana non elettrificate, in collaborazione con FS e Alstom.

Per favorire la mobilità sostenibile di auto, veicoli commerciali e camion, il piano 2020-2024 di Snam prevede la realizzazione di 150 nuove stazioni di rifornimento di gas naturale e biometano e l’ampliamento dell’offerta di LNG per i mezzi pesanti, grazie a un nuovo impianto di liquefazione di piccola taglia e all’adeguamento del terminale di Panigaglia al caricamento di autobotti per rifornire il trasporto su gomma. A ciò si aggiungeranno, sempre in arco di piano, le prime 5 stazioni di rifornimento di idrogeno.

Gas, biometano e idrogeno sono una soluzione ideale anche per flotte e veicoli commerciali e nell’ambito del piano Snam4Mobility, la società di Snam dedicata ai trasporti sostenibili, continuerà a rafforzare la propria offerta anche per questi segmenti attraverso le soluzioni di rifornimento realizzate dalla controllata Cubogas.

In attesa di questi sviluppi, gli automobilisti che scelgono il gas naturale avranno l’opportunità di fare il pieno anche in self service. Il via libera è arrivato dai ministeri dello Sviluppo economico, dei Trasporti e dell’Interno, che hanno affidato proprio a Snam la realizzazione dell’apposito portale web Iovadoametano.it, che include anche un video-tutorial sul rifornimento self-service in sicurezza.

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