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Auto elettriche: le sfide per il mercato italiano 2020

Le citycar elettriche hanno fatto breccia nel cuore degli italiani. Maneggevoli ed ecologiche, conquistano fette di mercato sempre più ampie

Sono state 4.473 le auto elettriche immatricolate in Italia a gennaio e febbraio 2019, contro le 536 dello stesso periodo del 2019. La quota di mercato degli Ev nei primi due mesi del 2020, quindi, raggiunge l’1,4% del totale immatricolato. Ancora poco rispetto alle auto diesel e benzina che però, di contro, nei primi due mesi del 2020 hanno fatto registrare immatricolazioni nettamente inferiori rispetto allo stesso periodo del 2019. Specialmente le diesel, scese dalle 148.901 auto immatricolate nei primi due mesi dell’anno scorso ad appena 109.477 auto immatricolate nei primi due mesi 2020.

Nel solo mese di febbraio, in particolare, le immatricolazioni di auto (tutte le motorizzazioni) sono crollate dell’8,8% in Italia. Ma nello stesso periodo quelle di auto elettriche sono cresciute: dopo un ottimo gennaio (1.943 immatricolazioni) si è registrato un ancor migliore febbraio (2.530). Quasi incredibile il dato della smart EQ fortwo: da 28 esemplari venduti a febbraio 2019 a 286 a febbraio 2020, dieci volte tanto.

Auto elettriche: i motivi del boom

La forte crescita delle vendite di auto elettriche in Italia è di certo anche causata dagli incentivi statali, ma ridurre tutto all’Ecobonus sarebbe fuorviante: il mercato generale dell’auto sta cambiando, anche nel nostro Paese, e a differenza che in passato adesso c’è un’offerta di auto elettriche che può contare su un buon numero di modelli, in vari segmenti. I prezzi delle auto elettriche stanno finalmente scendendo (le citycar elettriche come la già citata smart EQ fortwo, ad esempio, sono già estremamente vantaggiose), mentre salgono le caratteristiche tecniche. Soprattutto potenza dei motori e capacità delle batterie. Cioè autonomia.

I recenti blocchi del traffico per le auto diesel, che ancora oggi costituiscono una parte importantissima del parco circolante in Italia, hanno causato parecchi problemi a chi non può raggiungere il posto di lavoro senza l’auto di proprietà. Le elettriche, per questo, vengono viste come una sorta di lasciapassare dato che non c’è ZTL che le fermi. Molti dubbi (giustificati, vista la situazione molto frammentaria in Italia) si riscontrano nei confronti delle ibride: non sempre passano il varco della Zona a Traffico Limitato, dipende molto dalle scelte di ogni singola amministrazione comunale.

Auto elettriche: cosa comprano gli italiani

Inoltre, sviscerando i dati ci si accorge che agli italiani piacciono le citycar elettriche più che i modelli dalle dimensioni e dal costo superiori. La crescita di dieci volte nelle vendite di smart EQ fortwo conferma proprio questa tendenza. Sembrerebbe, quindi, che l’automobilista italiano abbia fatto una scelta: l’utilitaria elettrica per la città, il Suv o la berlina diesel o benzina per le altre esigenze. Ed è una scelta che potrebbe rivelarsi vincente nel nostro mercato, dove l’entusiasmo dei potenziali acquirenti di auto elettriche si scontra con una infrastruttura di ricarica pubblica ad alta potenza ancora poco diffusa. Un problema, quello delle poche colonnine pubbliche da 50 kW o più, di minore importanza per una auto elettrica piccola, che circola soprattutto in città e che ha una batteria di dimensioni contenute che si può ricaricare senza problemi nel garage o in qualunque stallo privato dotato di wallbox.

Auto elettriche: cosa aspettarsi per il 2020

Già da come è iniziato, il 2020 si è presentato come un anno molto difficile per l’industria dell’auto. Non solo in Italia, ma in tutta Europa: -7,2% rispetto a febbraio 2019, addirittura -16,1% in Germania. L’attuale situazione economica nel Vecchio Continente, e soprattutto le proiezioni per i prossimi mesi, non fanno ben sperare quasi nessuno. E’ possibile immaginare, però, che se almeno gli incentivi alle auto elettriche verranno mantenuti queste vetture possano costituire una nicchia del mercato dell’auto 2020. Una delle proposte sul tavolo, poi, è l’incentivazione delle auto piccole e dal costo minore. In uno scenario del genere, ovviamente, la tendenza all’acquisto di auto elettriche cittadine non potrà che essere confermata visto che, con incentivi dedicate ai piccoli EV da città, una smart elettrica arriverebbe a costare tanto quanto la precedente smart a benzina. Un’auto che non è più in costruzione (smart ha fatto l’anno scorso il grande salto green: addio auto termiche, solo vetture elettriche) ma che, in Italia, da quando è arrivata a metà anni novanta ha avuto un successo clamoroso.

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Auto elettriche: le sfide per il mercato italiano 2020