Alimenti con contaminanti tossici: ecco come li combatte l’Unione Europea

Alimenti contaminati da inquinanti: la decisione dell’EFSA per tutelare la salute di uomini e animali

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è intervenuta attuando una serie di misure volte alla tutela della salute di animali e uomini.

L’inquinamento ambientale ha raggiunto livelli molto alti su tutto il pianeta. A causarlo sono processi combustivi, emissioni prodotte dagli impianti industriali e dispersione di materiali inquinanti come ad esempio la plastica. La salute può essere seriamente compromessa se esposta per lunghi periodi a elementi inquinanti e la legge sta intervenendo adottando specifiche misure. Ad esempio, in Italia è reato vendere bottigliette d’acqua se queste sono state esposte al sole: la plastica, a temperature elevate, può infatti rilasciare microparticelle che possono provocare danni all’organismo.

E ora, anche l’EFSA a seguito di un’analisi condotta sull’argomento che ha rilevato i pericoli legati all’accumulo di inquinanti, come le diossine e i PCB diossina-simili, ha abbassato il livello di assunzione tollerabile per questi contaminanti tossici. Nello specifico, si tratta di inquinanti che persistono nell’ambiente andando a contaminare gli alimenti che tutti i giorni portiamo sulle nostre tavole. I risultati degli studi parlano chiaro: l’esposizione alimentare a PCB e diossine, che possono essere presenti anche a livelli bassi nei mangimi degli animali e negli alimenti, è un pericolo tangibile per lo stato di salute di tutti gli esseri viventi. Gli effetti nocivi possono essere riscontrati sul sistema nervoso e immunitario e possono portare anche allo sviluppo di forme tumorali.

Cosa sono le diossine e i PCB

Riescono a mantenersi nell’ambiente, sono tossiche e possono finire negli alimenti: ecco cosa sono i bifenili policlorurati (PCB) e le diossine. Queste ultime nascono come sottoprodotti a seguito di alcuni processi industriali, mentre i PCB sono stati prodotti in grandi quantità nelle industrie fino a quando sono stati vietati in quasi tutti i Paesi, a partire dalla fine degli anni Ottanta.

In virtù di questo, un gruppo di studiosi specializzati sui contaminanti nella catena alimentare dell’EFSA, ha dunque stabilito che la dose tollerabile settimanale per questi inquinanti non deve superare i 2 picogrammi – ovvero un trilionesimo di grammo – per chilogrammo di peso corporeo. La riduzione apportata è di sette volte più bassa rispetto ai livelli massimi stabiliti nel 2001 per il settore alimentare.

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