5 consigli per ridurre i consumi energetici in casa (e risparmiare)

Risparmiare in bolletta e non inquinare l'ambiente non è così semplice come sembra: ecco alcuni consigli utili

Si sa: le nostre abitazioni sono il primo luogo di spreco energetico, tra cattive abitudini e azioni che inconsapevolmente compiamo, andando a gravare sull’ambiente.

Tuttavia non è mai troppo tardi per prendere coscienza dei comportamenti sbagliati e limitarli in modo da far bene all’ambiente e risparmiare in bolletta. Grazie anche alla direttiva europea 244, entrata in vigore il primo settembre, l’Italia può utilizzare solamente lampadine LED, a basso consumo energetico, mandando definitivamente in pensione le lampade alogene. Può sembrare un piccolo passo, ma la novità porterà a ridurre i consumi delle famiglie di circa 115 euro in meno all’anno.

Tuttavia per diminuire sprechi e spese domestiche si può agire su più fronti, come ricorda anche NED, il primo smart meter Made in Italy, creato dalla startup Midori. NED è in grado di calcolare i consumi energetici dei dispositivi presenti in casa e dare consigli per ottimizzarne l’utilizzo.

Capita ad esempio che nel periodo estivo i consumi del frigorifero aumentino anche del 50%, come ha misurato lo smart meter NED. Questo capita perché lavora sulla differenza di temperatura interna del frigorifero e quella di casa. La temperatura consigliata si pone tra 1 e 4 gradi C e per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo sale del 5%. L’elettrodomestico del freddo deve quindi essere posizionato lontano dal forno, da fonti di calore ed essere periodicamente sbrinato.

NED viene anche in aiuto per quanto riguarda lavatrice e lavastoviglie: è bene infatti utilizzarle quando si trovano a pieno carico e con lavaggi a basse temperature, preferendo la modalità “eco” e basse temperature. Se poi si escludono il prelavaggio in lavatrice e l’asciugatura in lavastoviglie, è possibile risparmiare fino al 15% di energia, mentre grazie alla pulizia regolare di filtri e all’uso di decalcificanti è possibile risparmiare il 30%.

Secondo i test made in Midori, basta tenere acceso il condizionatore in casa per 50 minuti fa per registrare un aumento medio del 10% sul consumo totale dell’abitazione. Ci sono poi casi in cui i condizionatori d’aria vengono tenuti accesi anche per 7 ore in un giorno, consumando 7 kWh, quando un’intera giornata di una famiglia media. Non meno importante è ricordarsi di staccare la spina o spegnere l’interruttore del quadro elettrico nei mesi in cui il condizionatore non viene utilizzato: mantenerlo in stand-by porta ad una spesa di oltre 60 euro.

Come per il condizionatore, la regola del non lasciare in stand-by va applicata a tutti gli apparecchi elettrici in genere. Si stima che solo negli USA i dispositivi lasciati in stand-by consumino elettricità per circa 19 miliardi di dollari ogni anno, portando ad un rilascio in atmosfera di 44 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Così come il televisore, lasciato in stand-by, può consumare quasi il 40% dell’energia necessaria al suo funzionamento.

Quel che sembra essere davvero importante è far rientrare nelle nostre abitudini il controllo dei consumi della propria abitazione. Monitorare i consumi elettrici significa riuscire a risparmiare, facendo bene anche all’ambiente: farlo può sembrare difficile, ma grazie ad uno strumento come NED, che si collega facilmente al quadro elettrico di casa, è possibile quantificare i kWh consumati dagli elettrodomestici e risparmiare sulla bolletta fino al 20% ogni anno.

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