Tax day da incubo: in arrivo proroga dopo il 30 giugno?

A chiedere al Ministero dell’Economia una proroga del termine di versamento è in particolare il Consiglio nazionale dei commercialisti. Cosa può cambiare

Dopo il rinvio della scadenza della dichiarazione contributo Covid, liberi professionisti, partite Iva e autonomi potrebbero ricevere, in extremis, un’altra ottima notizia. Come sappiamo, il 30 giugno è normalmente la data di scadenza fissata per le incombenze fiscali, ma quest’anno potrebbe arrivare una proroga, come già accaduto altre volte in pandemia. Entro il 30 giugno vanno infatti effettuati i versamenti delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell’IRAP-Imposta Regionale sulle Attività Produttive e dell’IVA.

Salta la scadenza del 30 giugno?

A chiedere a gran voce al Ministero dell’Economia una proroga del termine di versamento è in particolare il Consiglio nazionale dei commercialisti (CNDCEC), per voce del suo presidente Elbano De Nuccio.

“Abbiamo piena consapevolezza del momento delicato che il Paese sta attraversando a causa delle difficoltà del quadro economico indotte prima dall’emergenza pandemica e ora da quella legata al conflitto in Ucraina” spiega De Nuccio, che apprezza anche lo sforzo che l’esecutivo sta mettendo in campo per calmierare i prezzi dell’energia, provando così ad alleviare difficoltà di imprese e cittadini (è stato ad esempio ulteriormente prorogato il taglio delle accise su benzina e diesel, qui le info).

Proprio in questo scenario, consentire la proroga dei versamenti potrebbe non solo dare un’ulteriore boccata di ossigeno alle partite Iva, ma – spiega – paradossalmente produrre entro quella data un maggior gettito per le casse dell’erario, oltre a consentire ai contribuenti e ai commercialisti che li assistono di effettuare gli adempimenti senza fretta e senza errori.

Perché serve prorogare la scadenza delle tasse

Quest’anno l’attività di elaborazione e compilazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap, funzionale al calcolo del saldo delle imposte dovute per il periodo d’imposta 2021 e del primo acconto relativo al periodo d’imposta 2022, è in notevole ritardo a causa, in particolare, dei ritardi nella messa a disposizione degli strumenti necessari per l’adempimento.

Innanzitutto, i correttivi agli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), applicabili al periodo d’imposta 2021 al fine di tenere conto degli effetti di natura straordinaria della crisi economica e dei mercati conseguente all’emergenza sanitaria, sono stati approvati con decreto del 29 aprile 2022, pubblicato il 13 maggio 2022 in Gazzetta Ufficiale.

Soltanto a partire dal 4 maggio scorso – spiega ancora De Nuccio – gli studi professionali hanno potuto inviare all’Agenzia delle entrate le richieste per ottenere le forniture dei dati relativi alle “precalcolate ISA 2022”, indispensabili per il calcolo degli importi dovuti da ciascun contribuente per migliorare eventualmente il proprio punteggio di affidabilità fiscale.

Inoltre, le dichiarazioni dei redditi precompilate sono state rese disponibili a partire dal 23 maggio 2022, anziché dal 30 aprile, ed è stato possibile modificare e/o inviare il modulo 730 e Redditi all’Agenzia delle entrate soltanto dal 31 maggio.

Tutto questo ha avuto ripercussioni anche sul lavoro delle software house che hanno dovuto ritardare il rilascio agli studi professionali degli applicativi necessari per l’elaborazione delle dichiarazioni.

A quando potrebbe essere spostato il versamento delle tasse

Già il 17 giugno il Consiglio nazionale dei commercialisti aveva inviato una lettera al Ministro dell’Economia Daniele Franco e al direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini chiedendo un intervento che disponga, con il necessario anticipo rispetto all’attuale scadenza, la proroga al 20 luglio 2022 del termine di versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni, con possibilità di versamento ad agosto 2022 maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

La proposta dei commercialisti è di pagare le imposte senza la maggiorazione dello 0.40% entro il 20 luglio e non più entro il 30 giugno.

Per il momento il governo non ha ancora risposto alle richieste avanzate, si attendono dunque novità nelle prossime ore.