Tasse, ecco le quattro misure del Governo: chi sarà penalizzato

Dall’Irpef alla no tax area, passando per l’aumento delle detrazioni: tutte le misure che il ministro dell’Economia ha illustrato ai tecnici dei sindacati

Nessun rappresentante del Governo ne ha ancora parlato in maniera chiara e ufficiale. Ma – tra un Consiglio dei ministri ed un incontro con le parti sociali – sembrano delinearsi le intenzioni dell’Esecutivo sull’argomento delle tasse, che tanto sta agitando cittadini e contribuenti in vista del prossimo anno (con un occhio sempre attento su cosa verrà inserito nella prima legge di Bilancio di Mario Draghi).

Come intende muoversi il ministro dell’Economia Daniele Franco e quali siano i reali propositi dei governanti lo si può dedurre dalle tabelle numeriche che sono state recentemente illustrate ai tecnici di Cgil, Cisl e Uil. Da tempo le compagini sindacali stanno facendo pressione sul premier e sui ministri, chiedendo incontri e vertici a ripetizione e innalzando sempre di più l’asticella delle garanzie.

E così, nell’ultimo vertice convocato dal titolare di via XX Settembre nello scorso fine settimana, lo stesso Franco ha spiegato ai sindacati come intenda rimodulare la tassazione per i cittadini attraverso quattro interventi mirati, da concordare in questa fase finale dell’anno affinché siano pienamente operativi già dai primi mesi del 2022.

Tutti i numeri per le diverse fasce di reddito

Taglio dell’Irpef (su cui da diversi giorni si sta consumando uno scontro tra Draghi e i partiti della maggioranza), aumento delle detrazioni e della no tax area, riduzione dei contributi. Sono queste le 4 misure che dovrebbero assicurare un alleggerimento della tassazione per i contribuenti: lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi.

Ma lo sconto non sarà rivolto a tutti. Per la prima di queste tre categorie il calo complessivo medio dovrebbe oscillare da un minimo di soli 250 euro l’anno (per i molti italiani che fanno parte della fascia di reddito tra 8mila e 20mila euro) fino ad un massimo di 844 euro solo per coloro che dichiarano tra i 40 e i 45mila euro l’anno.

I numeri sono invece diversi per i circa 16 milioni di pensionati di tutta Italia. Nel loro caso si va da 146 euro medi di Irpef in meno (chiaramente non interviene la riduzione dei contributi) nella fascia di reddito tra 20mila e 25mila euro, fino ad un massimo di 692 euro risparmiati ogni anno per coloro che stazionano tra i 60 e i 65mila euro.

Dai lavoratori dipendenti agli autonomi e i pensionati, come funziona

L’ultima categoria in esame è quella dei contribuenti autonomi, che lamentano come gli interventi in materia di tasse e sgravi finiscano troppo spesso per agevolare i soli lavoratori dipendenti. E, anche nel caso specifico, i numeri sembrano supportare questa tesi, anche se le tabelle del Governo mostrano uno sconto importante per le fasce tra i 35 e i 65 mila euro di reddito.

Il taglio però tocca un minimo di 52 euro ogni anno per chi guadagna tra 20 e 25 mila euro (tra cui moltissimi giovani, che non vedranno grandi variazioni della pressione fiscale), fino ad un massimo di 692 euro, anche qui solo per i lavoratori dai 60 ai 65mila euro. Si scende invece a 225 euro per chi si trova nella fascia tra 35 e 40mila euro.

Ovviamente queste cifre rappresentano il risparmio in termini assoluti, calcolate in base a quanto si è versato fino ad ora. L’emendamento con la nuova Irpef e il bonus contributivo sarà presentato dell’Esecutivo nei prossimi giorni, ma c’è da scommettere che – tra i giochi dei partiti e le richieste dei sindacati – non sarà facile approvarlo.

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