Il governo Draghi vuole aumentare le tasse?

Nei piani del governo non solo non c'è l'aumento delle tasse, ma troverebbe spazio anche un'ipotesi di alleggerimento del carico fiscale nei prossimi anni

Nel triennio 2022-2024 ci sono margini per intervenire sugli ammortizzatori sociali e “avviare un processo di alleggerimento del carico fiscale“. La differenza tra il quadro tendenziale e quello programmatico “dovrebbe consentirci nel triennio di recuperare gli effetti della pandemia”.

L’emergenza sanitaria ha schiacciato il Pil, tanto che il rapporto debito/Pil, sempre stato un punto debolissimo, ora lo è molto di più perché è cresciuto ancora e il Covid “ha peggiorato la situazione”, spiega il ministro dell’Economia Daniele Franco in audizione alle Camere. Ma fortunatamente il nostro debito “è pienamente sostenibile” e ora abbiamo “un’occasione che non avevamo da anni”, di debito molto ampio ma con costo medio molto basso”: insomma, una grande occasione “per abbatterlo il più rapidamente possibile”.

Aumento tasse e patrimoniale in arrivo? Cosa ha detto Draghi

Nei piani del governo non solo dunque non c’è l’aumento delle tasse, ma troverebbe spazio anche un’ipotesi di rimodulazione al ribasso nei prossimi anni. Mario Draghi assicura che “il governo va avanti”: “La nostra azione non può seguire il calendario elettorale, dobbiamo seguire il calendario negoziato con la Commissione europea per il Pnrr e per le raccomandazioni date dalla Commissione all’Italia”.

Su chi ipotizza l’arrivo di una nuova patrimoniale Draghi è perentorio: “No, non c’è una patrimoniale. Questo governo non aumenta le tasse”, rinforza in conferenza stampa dopo il vertice informale Ue in Slovenia, rispondendo alle domande sulla delega fiscale e sulla posizione critica della Lega.

Riforma del catasto, sì ma quando?

La tanto invocata riforma del catasto – ancora ben lontana dall’approvazione ma considerata come assodata – non comporterà nessun aumento delle tasse (qui tutte le possibili novità). Il capo dell’esecutivo ha ribadito che il Governo non introdurrà né l’Imu né nessun’altra imposta sulla prima casa, cercando di rassicurare famiglie e contribuenti che stanno già affrontando il rincaro dei prezzi di luce e gas (qui tutti gli aumenti).

La riforma del catasto per ora “è un esercizio di mappatura che sarà reso disponibile nel 2026, non ha alcun effetto immediato. Nel 2026 verrà usato da chi vorrà utilizzarlo” ha detto Franco. “Per ora è un esercizio per capire lo stato del nostro sistema immobiliare”, spiega il ministro in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

“Questo governo non tocca le case degli italiani: non le tocca” scandisce. “Ho detto sin dall’inizio che non avrei aumentato le tasse, sono passati 7 mesi e non le abbiamo aumentate. Abbiamo detto no alle richieste di farlo, un po’ di credibilità l’abbiamo acquisita”.

Il piano di Draghi per far ripartire l’economia

Draghi ricorda di quanto a inizio pandemia l’economia italiana fosse “molto fiacca”, poi “ha avuto un trauma straordinario”. Il crollo dell’economia italiana nel 2020 è tra i più alti dell’Ue, se non il più alto. Ma adesso l’economia è ripartita, “non turbiamo questa ripresa con attacchi fiscali” ribadisce, provando ad ammansire chi cerca di gettare benzina sul fuoco augurandosi una imminente crisi di governo. “C’è una crisi di governo? Ieri ho detto ‘chiedete a Salvini’, oggi Salvini ha detto che la partecipazione al governo non è in discussione. Poi comunque ci vedremo nei prossimi giorni”.

Obiettivo del governo adesso, come ha ricordato il ministro Franco, è invertire la “secolare stagnazione” dell’economia. Veniamo da anni di tassi di occupazione tra i più bassi d’Europa, più bassi di Francia e Germania, e di aumenti di produttività inferiori per un quarto di secolo.

Il Pnrr “può essere di grande aiuto, ma tutte le politiche devono essere mirate in quella direzione”. L’esecutivo a guida Draghi si attende per quest’anno e il prossimo avremo un recupero molto rapido, ma – avverte Franco – il test vero non è quanto cresciamo quest’anno o il prossimo, ma gli anni successivi, dobbiamo uscire dalla lunga fase di stagnazione.

Franco ricorda che la politica di bilancio al momento è attuata in regime di sospensione del Patto di stabilità: “Si sta aprendo il dibattito sul futuro delle regole ma comunque vada è verosimile che qualche regola ci sarà, più o meno stringente di prima”. Insomma, il deficit deve scendere, deve tornare l’avanzo primario e bisogna ridurre il debito che libera risorse. “Dobbiamo tornare gradualmente verso una politica di bilancio più prudente” conclude.

Salvini-Draghi, lo scontro continua

Intanto dal canto suo Matteo Salvini continua a punzecchiare la maggioranza. Dopo l’affondo contro la decisione del premier Mario Draghi di tirare dritto sulla delega fiscale nonostante lo stop della Lega, abbassa i toni pur mantenendo il suo stile in apparenza oppositivo.

Il leader del Carroccio ribadisce che non ha nessuna intenzione di uscire dal governo – “Letta e Conte se ne facciano una ragione”- ma si dice già pronto a dare battaglia sul nodo della capienza di locali e discoteche. Al Consiglio dei ministri di oggi Salvini rimarca che proporrà “idee europeiste su un piano sostanziale di riaperture. Il Cts propone il 35%? – dice a proposito delle discoteche -, noi chiediamo almeno il doppio della capienza: se chiedi il green pass allora dai lavoro, sennò siamo alla follia”.

Ma il nodo vero è appunto quello delle tasse. “Nel programma di governo c’è il no a nuove tasse. Io mi fido di Draghi oggi, ma tra un anno chi ci sarà? L’80% degli italiani ha una casa”. A Rtl 102,5 Salvini torna a parlare della legge delega sul fisco chiedendo un impegno al premier. “Chiedo di togliere quel comma dell’aggiornamento, tutto il resto va benissimo. A me interessa che nessuno paghi un euro di più: nella delega fiscale questo non c’è scritto. Sull’Iva si parla di rimodulazione, precisiamo in basso? Altrimenti dopo Draghi si alzano le tasse, bastano due righe”.

Il punto, insomma, è chi verrà dopo: “Se viene un Monti? Con quella delega in bianco uno può aumentare le tasse e qualcuno mi direbbe, Salvini ma tu c’eri? Aumentare le tasse non è un problema per la Lega, ma per le associazioni, l’edilizia”. “Non approvo un documento – dice Draghi – che ci dice che si paga di più tra due anni. Nel documento votato nel Cdm da altri non ci sono passaggi definiti su Irap, su rottamazione saldo e stralcio”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Il governo Draghi vuole aumentare le tasse?