Tasse, chi ne pagherà di meno il prossimo anno

Secondo quanto emerso dalla legge delega fiscale, il Governo con la prossima manovra ha intenzione di ridurre le tasse: ma chi ne beneficerà davvero?

Governo a lavoro per portare a termine l’ultima riforma fiscale, un obiettivo questo che è stato inserito nella prossima manovra, che ha come obiettivo quello di ridurre le tasse, già a partire quindi dal prossimo anno. Ma chi ne beneficerà davvero? Quali contribuenti pagheranno di meno a partire dal 2022, ovvero una volta approvata la legge di bilancio?

Chi pagherà meno tasse il prossimo anno

Tra i piani del Governo (qui le iniziative al vaglio) ci sarebbe un taglio delle tasse che coinvolge soprattutto il ceto medio. A pagare minori imposte pare saranno in particolare i contribuenti cui redditi rientrano tra quelli compresi nella terza fascia Irpef. La riforma fiscale (qui i fondi stanziati) passerebbe infatti prima di tutto da una modifica delle imposta sul reddito delle persone fisiche o, per meglio dire, delle aliquote e gli scaglioni reddituali.

A pagare meno imposte, quindi, sarebbero i redditi compresi tra i 28mila e i 55mila euro, quelli a cui oggi si applica un’aliquota pari al 38%. Ricordiamo infatti che attualmente la legge prevede:

  • un’aliquota pari a zero per i redditi imponibili composti solo da redditi fondiari (terreni + fabbricati) fino a 500,00 euro o solo da redditi di pensione fino a 7.500,00+redditi di terreni fino 185,92+reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze;
  • un’aliquota del 23% per i redditi fino a 15 mila euro (23% sull’intero importo)
  • un’aliquota del 27% per i redditi da 15 mila e fino a euro 28 mila euro (3.450,00 + 27% parte eccedente 15.000,00);
  • un’aliquota del 38% per i redditi oltre i 28 mila euro e fino a euro 55 mila euro (oltre euro 28.000,00 e fino a euro 55.000,00);
  • un’aliquota del 41% per i redditi oltre 55 mila euro e fino a 75 mila euro (17.220,00 + 41% parte eccedente 55.000,00);
  • un’aliquota del 47% per i redditi oltre 75 mila euro (25.420,00 + 43% parte eccedente 75.000,00).

Come cambia l’Ipef?

Su eventuali esenzioni o agevolazioni non è ancora stato ufficializzato nulla, le modalità e le tempistiche di versamento Irpef pertanto è probabile che rimangano le stesse. Nello specifico:

  • il saldo dell’anno in corso e l’eventuale prima rata di acconto per l’anno successivo devono essere versati entro il 30 giugno dell’anno in cui si presenta la dichiarazione, oppure entro i successivi 30 giorni pagando una maggiorazione dello 0,40%
  • l’eventuale seconda o unica rata dell’acconto per l’anno successivo deve essere versata entro il 30 novembre.

L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata, al netto delle detrazioni (qui quelle spettanti), dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a 51,65 euro. L’acconto per l’anno successivo è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno e deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • unico versamento entro il 30 novembre se l’acconto è inferiore a 257,52 euro;
  • o in due rate, la prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo dell’anno in corso), la seconda pari al restante 60% entro il 30 novembre se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro.

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