Covid, arriva una tassa contro Big Pharma? Cos’è la excess profit tax

È stata proposta una tassa per i profitti in eccesso da parte delle grandi case farmaceutiche e delle multinazionali che hanno visto i loro guadagni crescere grazie alla pandemia di Covid

La Uil ha chiesto al Governo una profit tax per le grandi imprese che hanno tratto vantaggi dalla pandemia di Covid. La sigla sindacale, con uno studio condotto in collaborazione con Eures, ha mostrato che la fiscalità d’impresa nel nostro Paese è in linea con la media europea e internazionale, con un’aliquota per i redditi per le aziende del 27,8% a fronte del 26,5% di quello registrato nella Ue. Tuttavia è di diversi punti percentuali al di sotto delle nazioni più industrializzate come la Francia, dove l’aliquota è al 32%, e la Germania, dove è al 29,9%. Nella ricerca viene sottolineato come non tutte le imprese abbiano avuto gli stessi “contraccolpi della pandemia”, con alcuni settori che invece ne hanno tratto grandi vantaggi.

Covid, verso una tassa per Big Pharma: chi paga di più in Italia

In Italia le imprese versano circa 139 miliardi di euro di tributi, compresa l’Iva, ma con importanti differenze in base alle dimensioni. Le piccole imprese che realizzano meno di 500 mila euro di fatturato contribuiscono per il 18% agli introiti fiscali, pur generando solo il 7,7% del fatturato totale. Le grandi imprese, con oltre 25 milioni di ricavi, nonostante fatturino il 60% del totale, contribuiscono agli introiti fiscali per il 47,6%.

Per la Uil è necessario avviare un confronto per valutare la reale opportunità di introdurre una maggiorazione di imposta agli extraprofitti realizzati dalle imprese durante l’emergenza sanitaria, con un prelievo fiscale straordinario su una quota dei profitti in eccesso.

Covid, cos’è la excess profit tax e perché è stata riproposta ora

La excess profit tax sarebbe istituita solo per le aziende, in particolare le multinazionali, che hanno tratto vantaggi economici dalla pandemia. Si tratterebbe, secondo Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, non solo di una questione di “giustizia sociale”, ma anche di “efficacia del sistema economico”.

La tassazione sui profitti in eccesso non è una novità. Fu introdotta già nel 1917 negli Stati Uniti d’America, e tra i suoi autori vede il nome di John Maynard Keynes, padre delle più importanti teorie macroeconomiche. Il leader della sigla sindacale ha sottolineato che il coronavirus ha allargato le diseguaglianze, in modo non diverso da una guerra mondiale.

Da una parte tante realtà produttive sono “sprofondate” in una crisi dalla quale sarà molto difficile uscire, mentre altre hanno tratto vantaggi economici anche rilevanti dall’emergenza sanitaria, come ha evidenziato lo studio di Uil ed Eures.

Si tratta delle Big Pharma, le grandi case farmaceutiche, ma non solo. Tra le aziende che avrebbero guadagnato di più con il Covid, ha spiegato Pierpaolo Bombardieri, anche alcune imprese che operano nel settore della logistica e dei servizi. E per questo sarebbe giusto prevedere un’aliquota aggiuntiva sul surplus di profitti. I proventi di quel gettito fiscale potrebbero essere messi a disposizione come investimenti per il rilancio dell’economia e della produzione per quelle categorie che invece sono state più colpite dalle misure anti contagio.

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