Dovremo pagare una tassa per avere lo smartphone?

Una tassa su tablet e smartphone, la proposta è stata presentata durante un' audizione in Commissione di Vigilanza davanti ai deputati e senatori

Dopo l’addebito direttamente in bolletta, il canone Rai potrebbe subire ancora modifiche: è del nuovo amministratore delegato della tv di Stato, Carlo Fuortes, l’idea di estendere la tassa ai possessori di tablet e smartphone, che da diverso tempo ormai possono usufruire degli stessi servizi di chi è in possesso di un televisore.

Tassa su tablet e smartphone, la proposta

“Pagamento del canone Rai anche per chi non ha un televisore classico in casa, ma guarda le trasmissioni grazie ai tablet e agli smartphone”, così Fuortes ha presentato la sua proposta durante un’ audizione in Commissione di Vigilanza davanti ai deputati e senatori.

L’estensione della tassa a dispositivi diversi dal classico televisore, di fatto, tiene in considerazione i servizi streaming che – come già accennato sopra – permettono oggi di vedere (in diretta o in differita) le stesse trasmissioni che prima si potevano seguire solo se in possesso di un televisore.

La tassa su smartphone e tablet, ha spiegato poi il funzionario Rai, è di fatto già una realtà in molti altri Paesi all’estero (come in Regno Unito o Danimarca), che si sono adeguate alle nuove tecnologie e dinamiche di mercato.

Dal Governo centrale, impegnato a portare a termine gli ultimi interventi da inserire in manovra (qui quelli attualmente confermati), nessuna conferma è comunque arrivata in merito alla volontà di precedere verso questa direzione. Quella di Fuortes, pertanto, è destinata a rimanere al momento una proposta.

Esonero canone Rai 2021

Non è stato chiarito se per la nuova tassa su tablet e smartphone, qualora venisse approvata, continuerebbero a valere gli stessi casi di esonero previsti oggi per il canone Rai (qui l’elenco completo)

Al momento, vi sono situazioni particolari in cui il contribuente può presentare una dichiarazione sostitutiva per evitare l’addebito del canone nella fattura elettrica o per comunicare di aver diritto all’esenzione dal pagamento del canone. Per esempio, i cittadini che hanno compiuto 75 anni, con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito proprio (fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti), possono presentare una dichiarazione sostitutiva (sezione I dell’apposito modello) con cui attestano il possesso dei requisiti per essere esonerati dal pagamento del canone TV.

Inoltre, sono esentati dal pagamento del canone tv, per effetto di convenzioni internazionali: gli agenti diplomatici, i funzionari o gli impiegati consolari, i funzionari di organizzazioni internazionali, i militari di cittadinanza non italiana o il personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze NATO di stanza in Italia.

Infine, i titolari di un’utenza elettrica per uso domestico residenziale, per evitare l’addebito del canone TV in bolletta, possono dichiarare che in nessuna delle abitazioni dove è attivata l’utenza elettrica a loro intestata è presente un apparecchio tv (sia proprio che di un componente della loro famiglia anagrafica). Lo stesso, forse, potrebbe valere per chi non è in possesso di smartphone e tablet? Anche se riesci difficile pensare, oggi, che ci sia qualcuno sprovvisto di telefono cellulare.

>>Qui le istruzioni per presentare richiesta di esonero<<<

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