Superbonus 110% anche per le partite IVA forfettarie: il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate chiarisce che le partite IVA forfettarie non possono "tenere per sé" gli sgravi fiscali del Superbonus 110%

Come noto, i professionisti che optano per il regime forfettario pagano il 15% di imposte annue su un imponibile che varia tra il 40% e l’86% dei ricavi generati dall’attività (a patto che siano inferiori ai 65 mila euro). A fronte di questo regime agevolato, però, le partite IVA forfettarie non possono dedurre o detrarre alcuna spesa dal reddito generato dalla propria attività lavorativa.

Questo vuol dire, ad esempio, che le spese per le visite mediche non possono essere detratte dalle tasse da pagare a fine anno, così come le spese sostenute per i piani individuali pensionistici non possono essere dedotte dal reddito prodotto. Allo stesso modo, ovviamente, i professionisti a regime forfettario non possono godere neanche delle agevolazioni fiscali garantite da alcuni bonus. Come, ad esempio, il Superbonus 110% per i lavori di efficientamento energetio e di consolidamento antisismico. O, almeno, non possono goderne in maniera diretta.

Superbonus 110% anche per le partite IVA forfettarie: il caso

Così come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello 514 del 2 novembre 2020. Il caso analizzato dai tecnici dell’AE riguarda un contribuente che nel 2019 e 2020 ha svolto attività di libero professionista in regime forfettario e che vorrebbe usufruire dei vantaggi fiscali garantiti dal Superbonus 110% per la ristrutturazione di un’unità immobiliare ubicata in zona sismica “2”, così come previsto dai vari decreti governativi.

Una possibilità che, legislazione fiscale alla mano, dovrebbe essergli preclusa. Come rilevato dalla stessa Agenzia delle Entrate nella risposta, la circolare 24/E dell’8 agosto specifica che il “Superbonus non può essere utilizzato dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva[…]. È il caso, ad esempio, dei soggetti titolari esclusivamente di redditi derivanti dall’esercizio di attività d’impresa o di arti o professioni che aderiscono al regime forfettario”.

Insomma, stando anche a quanto già specificato in passato dalla stessa Agenzia delle Entrate, i professionisti in regime forfettario non potrebbero usufruire delle agevolazioni fiscali previste dal Superbonus 110% per la propria dichiarazione dei redditi.

Superbonus 110% anche per le partite IVA forfettarie: i chiarimenti dell’Agenzia

L’impossibilità a poter usufruire del bonus 110% per i lavori di efficientamento energetico e gli interventi antisismici, però, è limitato solamente al caso in cui il contribuente volesse “tenere per sé” gli sgravi fiscali. Come detto, i professionisti in regime forfettario non possono detrarre nulla dalla loro dichiarazione, pagando un’aliquota fiscale particolarmente bassa.

Questo non vuol dire, però, che non possano usufruire dello sconto in fattura o cedere il credito a qualche altro sogetto. Sempre nella circolare 24/E di agosto, l’Agenzia delle Entrate specifica che i “predetti soggetti, tuttavia, possono optare, ai sensi dell’articolo 121 del Decreto Rilancio, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto (cd. sconto in fattura) […]. In alternativa, i contribuenti possono, altresì, optare per la cessione di un credito d’imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altriintermediari finanziari”.

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