Allo Stato quasi il 90% delle tasse: così comuni e regioni fanno fatica

I versamenti cresciuti più del Pil, per la CGIA di Mestre hanno “impoverito gli italiani”

“L’amministrazione pubblica centrale è sempre più arroccata su una posizione di difesa del proprio ruolo di intermediazione”. Sono queste le conclusioni di uno studio della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (CGIA) di Mestre che rileva come quasi 9 euro su 10 che i cittadini pagano in tasse finisca nelle mani dello Stato centrale. E questo nonostante le amministrazioni locali (alle quali resta il 14,6% del totale, equivalente a 75 miliardi) gestiscano una porzione maggiore della spesa pubblica. I dati sono relativi al 2019.

Di conseguenza comuni e regioni devono far riferimento a Roma per le coperture di spesa. Un passaggio ulteriore che si rivela problematico. Sì, perché i tempi di erogazione dell’amministrazione centrale sono tutt’altro che rapidi.

Semplificare il quadro generale della tassazione. Quanto valgono Irpef, Iva e Ires

“Semplificare il quadro generale, tagliando gabelle e balzelli che, per l’erario, spesso costituiscono più un costo che un vantaggio”. È questo un altro punto su cui insiste il report della Confederazione, stilato in vista della prossima riforma fiscale. Il quadro delineato dallo studio è di poche “grosse” tasse che incidono da sole sulla maggior parte del gettito proveniente dai contribuenti. Le prime 20 voci, ad esempio, valgono il 90% dell’erario. Mentre Irpef, Iva e Ires equivalgono da sole al 62% delle risorse pubbliche.

Quanto sono aumentate le tasse negli ultimi 20 anni in Italia

Mancato decentramento e complessità. Ma non solo. Nei due decenni precedenti al 2019 il trend delle tasse è rappresentato da un aumento: insomma, se ne pagano di più. Lo dicono i dati, perché, nel 2000, erario ed enti locali incassavano 350,5 miliardi di euro, contro i 516,6 miliardi di euro del 2019. L’aumento è di 166 miliardi, ovvero il 47,4% dall’inizio delle rilevazioni.

Confrontando l’aumento dei tributi con la crescita del Paese, la CGIA di Mestre ha sottolineato come la crescita dei pagamenti non sia andata di pari passo con un miglioramento del Pil (3,5% in 20 anni): le tasse insomma hanno impoverito gli italiani, “non contribuendo far crescere il Paese”, questa la conclusione della Confederazione. Neanche l’inflazione è una spiegazione: nelle rilevazioni è aumentata del 37%, 10 punti in meno rispetto all’aumento del gettito.

Magari un mitigamento della tassazione potrà trovare attuazione se prenderà il via il progetto della global tax per le multinazionali (ecco di cosa si tratta e qual è lo stato dell’arte). Per risparmiare, rimodulando gli aiuti di Stato, il governo sta inoltre pensando a un’abolizione della lotteria degli scontrini (qui tutto quello che c’è da sapere).

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