Sostegni bis, altra proroga di riscossione delle cartelle: fino a quando

Nell'ultimo Decreto varato dal Cdm viene rinviato di altri due mesi il termine del blocco della riscossione

Altri due mesi di stop per la riscossione delle cartelle esattoriali. È una delle misure contenute nel Decreto Sostegni Bis appena varato dal Consiglio dei ministri e presentato in conferenza stampa dal premier Mario Draghi, attraverso uno scostamento da 40 miliardi di euro. La macchina dell’Agenzia resterà ferma ancora fino al 30 giugno, per poi ripartire dal 1 luglio. Anche se sospesi nei loro effetti, resteranno validi, però, gli eventuali provvedimenti adottati o gli adempimenti svolti tra il 1 maggio e l’entrata in vigore del decreto.

Sostegni bis, stop alla riscossione delle cartelle esattoriali: altri due mesi di proroga

Dopo il precedente rinvio fino al 30 aprile, rimangono quindi ancora bloccati gli avvisi di addebito e di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, l’invio di nuove cartelle esattoriali e procedure cautelari o esecutive come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

La proroga riguarda anche le verifiche di inadempienza obbligatorie per le pubbliche amministrazioni e le società a partecipazione pubblica prima di poter erogare pagamenti di importo superiore a 5mila euro.

Condono delle cartelle esattoriali: attesa per le regole

In tema di riscossioni si attende il decreto col quale saranno stabiliti i criteri e le date di annullamento delle vecchie cartelle esattoriali. L’entrata in vigore della legge di conversione del primo “Decreto Sostegni” ha fatto partire il conto alla rovescia di 30 giorni a disposizione del Fisco per individuare i parametri da adottare per lo stralcio di tutti i ruoli di importi non superiori a 5mila euro, dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

Il Fisco dovrà esprimere dei chiarimenti sul tetto massimo anche in relazione all’espressione “singoli carichi”. Secondo la definizione già adottata nello stralcio delle cartelle fino a mille euro della pace fiscale emanata alla fine del 2018, il riferimento dovrebbe riguardare le singole violazioni contestate.

Ciò significa che se ognuna di queste contestazioni non supera il limite, alla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni (il 23 marzo), possono essere stralciate anche se tutte insieme ammontano a oltre 5mila euro.

I contribuenti che potranno beneficiare dello stralcio delle vecchie cartelle devono però dimostrare un reddito imponibile, nell’anno d’imposta 2019, facendo quindi riferimento alla dichiarazione del 2020, fino a 30mila euro.

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