Catasto, cambia il valore degli immobili? La riforma al vaglio

Governo al lavoro su nuova riforma del catasto, ma come cambierebbe - di fatto - per il valore degli immobili?

Da tempo ormai si parla di una possibile (e imminente) revisione del catasto. Ora, con i tecnici al lavoro sulla prossima riforma fiscale, pare sempre più confermata la delega al Governo a procedere. In sostanza, l’intervento andrebbe a rivedere la classificazione degli immobili (nonché la loro valutazione), cercando di assicurare un equilibrio che tenga conto dell’attuale valore delle strutture, più che della loro grandezza o composizione.

Catasto: i punti cardine della riforma

Stando a quello che è emerso, la riforma del catasto punta di fatto a modificare il sistema di calcolo e stima del valore di un immobile.

Tra i punti cardine dell’azione di modifica, troviamo:

  • la semplificazione delle categorie catastali;
  • il superamento dell’attuale distinzione tra case popolari e di lusso;
  • l’introduzione del valore reddituale;
  • l’abbandono del calcolo dei vani catastali per lasciare spazio a quello dei metri quadrati.

Il punto è riuscire a rivalutare gli immobili sulla base del loro valore e del loro posizionamento del mercato, tenendo sempre a mente che una villa avrà certamente un inquadramento diverso di un appartamento, anche – e soprattutto – tenendo conto della zona in cui si trova.

Riforma catasto, come cambia il valore degli immobili

La riforma del catasto, di fatto, andrebbe a modificare l’attuale computo del valore di un immobile. Nello specifico, il valore di reddito potrebbe essere affiancato da quello medio di mercato (e quindi contribuire e influire sulla stima finale), con il definitivo addio della distinzione tra immobili di lusso ed economici.

Le categorie catastali, pertanto, verrebbero ridotte a due, ovvero: ordinarie e speciali, con la previsione di altri sottogruppi per ogni tipologie di immobile trattata (ville, appartamenti, condomini etc.).

Il valore di una singola unità immobiliare, infine, dipenderebbe dalla rapporto tra: il valore che una determinata categoria ha nella zona in cui si trova, moltiplicato per superficie in metri quadrati. La logica del nuovo catasto suggerisce di tenere conto della fattura di un immobile, nonché del quartiere in cui si trova e dei servizi a cui il proprietario ha accesso. Questo a fronte del fatto che un appartamento in pieno centro storico non può avere lo stesso valore di un rudere costruita in una campagna sperduta.

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