Recovery Plan e Cashback: cosa può succedere dal 1° luglio

Cashback di Stato verso la sospensione? Troppi, tanti, i nodi da sciogliere in merito al piano approvato dal Governo Conte, che con Draghi potrebbe non essere confermato

Tanti, forse troppi, i nodi da sciogliere in merito ad una possibile conferma, da parte del Governo Draghi, del Cashback di Stato. L’attuale Premier non ha mai nascosto di avere delle riserve a tal proposito e, proprio per questo motivo, non stupisce la mancata presenza del rimborso tra gli interventi di cui si chiederà il finanziamento a Bruxelles tramite il Recovery Plan.

Quali saranno quindi le conseguenze?

Cashback di Stato: cosa può succedere dal 1° luglio

Il programma di Cashback, attualmente, si articola in quattro periodi, ciascuno indipendente dagli altri. Il primo periodo è stato sperimentate, il cd. “Extra Cashback di Natale”, ed ha coperto gli acquisti effettuati dall’8 dicembre 2020 al 31 dicembre 2020. Superata questa fase, sono stati individuati poi tre periodi – dalla durata di sei mesi – strutturati in questo modo:

  • 1° Semestre dal 1/1/2021 al 30/6/2021
  • 2° Semestre dal 1/7/2021 al 31/12/2021
  • 3° Semestre dal 1/1/2022 al 30/6/2022.

In base alle attuali norme, quindi, il Cashback dovrebbe estendersi fino a giugno 2022, ma con essendo state inserite voci di spesa nel Recovery Plan destinate a finanziarlo, molti si chiedono da dove attingerà il Governo per confermare la tranche di rimborsi per il secondo e il terzo semestre.

Nella bozza del testo del piano da presentare alla Commissione Europea – entro il 30 aprile 2021 – non è alcun riferimento al Cashback. Dopo il 30 giugno (scadenza del primo semestre), i rimborsi potrebbero essere interrotti e, dal 1° luglio, il sistema potrebbe terminare il suo percorso.

Cashback verso la sospensione? Cosa potrebbe salvarlo

Va detto, comunque, che il fatto che non si parli completamente del Cashback di Stato nel Recovery Plan non implica necessariamente la sua interruzione. Un’alternativa al finanziamento europeo, infatti, potrebbe essere lo stanziamento di fondi statali.

Non presentare i conti all’Europa per l’attivazione e la conferma del rimborso del 10% potrebbe essere strategico: il Governo, consapevole che si tratta di un intervento non ben visto dall’Ue, potrebbe aver scelto di proposito di non includerlo tra quelli in programma con il Recovery Plan?

Probabilmente per rispondere a questa domanda bisognerà aspettare e vedere come l’Esecutivo di Draghi sceglierà di muoversi a tal proposito. Quello che sappiamo, al momento, è che pur non essendo stata confermata la sua sospensione, una necessità di procedere con una revisione è stata chiaramente prospettata dalla Corte dei conti. Nella memoria sul Documento di economia e finanza 2021, presentata alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera, si parla infatti di una “migliore finalizzazione e articolazione” di misure come il cashback e la lotteria degli scontrini, “essendo necessario evitare la dispersione di risorse”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Recovery Plan e Cashback: cosa può succedere dal 1° luglio