Quanto costa aprire un’impresa

Avviare una propria attività imprenditoriale può rivelarsi davvero complicato. Lo rivela uno studio del CNA

Aprire un’impresa, al giorno d’oggi, può essere un’ottima soluzione per coloro che hanno difficoltà a trovare un lavoro fisso con busta paga. Ma può essere anche una buona prospettiva per coloro che hanno sempre lavorato da dipendenti e si sentono ormai in grado di gestire autonomamente l’attività di cui si sono occupati per molti anni.

Sono differenti le ragioni che portano sempre di più le persone ad aprirsi una propria attività individuale. Allo stesso tempo sono vari i dubbi legati alle procedure burocratiche, ai costi ed alle tasse da sostenere: per questo motivo spesso le persone non si sbilanciano, col timore di dover fare un passo più lungo della gamba.

Aprire un’impresa spesso può rivelarsi, infatti, davvero “un’impresa”. Lo rivela il recente studio “Comune che vai, burocrazia che trovi” della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato). L’indagine è stata svolta in collaborazione con 52 CNA territoriali, in rappresentanza di altrettanti comuni, tra cui 50 capoluoghi di provincia.

In particolare, questo studio prende a riferimento 5 tipologie di impresa: acconciatura, bar, gelateria, falegnameria ed autoriparazione. Di ognuna di queste aziende vengono analizzati il numero di adempimenti burocratici da svolgere ed i costi, spesso salati, da sostenere. In questa indagine vengono, inoltre analizzati alcuni aspetti, piuttosto complicati, relativi all’apertura dell’impresa da parte di tutti coloro che vogliono avviare la propria attività: da quelli relativi alla sicurezza, a come applicare un’insegna al di fuori della propria sede lavorativa.

Andiamo a vedere nel dettaglio quanti sono gli adempimenti necessari e quanto costa aprire una delle tipologie di impresa sopra menzionate:

  • Bar: per aprire questa attività sono necessari fino a 71 adempimenti burocratici ed è necessario rivolgersi a 26 enti (con i quali ci si deve interfacciare più e più volte). Chiaramente queste procedure hanno un costo e si stima che arrivino fino a 15 mila euro. Per non parlare dei corsi che l’aspirante barista deve frequentare, di almeno 600 euro l’uno. Un terzo dei comuni italiani richiede, inoltre, altre dichiarazioni, tra cui la relazione sui locali ed attrezzature (140 euro) ed il certificato di agibilità (1000 euro);
  • Salone da parrucchiere: aprire un’attività dedicata all’acconciatura richiede fino a 65 adempimenti, con il coinvolgimento di 26 enti. La spesa di queste procedure burocratiche è stata stimata in 17.535 euro. Non tutti possono aprire questa impresa. È necessario aver superato un esame teorico-pratico alla fine di un corso triennale, comprendente uno stage di durata variabile. Alcuni comuni richiedono attestazioni facoltative per l’apertura del negozio, che sono molto onerose. A Catania e Ragusa il certificato di agibilità dei locali può arrivare a costare fino a 1500 euro;
  • Gelateria: se si rincorre da sempre il sogno di preparare dei gustosi gelati e servirli alla clientela, bisogna tenere in considerazione i ben 73 adempimenti burocratici necessari per l’apertura dell’attività. Le spese per le pratiche superano i 12.500 euro ed anche in questo settore è richiesta la frequenza di un corso di somministrazione di alimenti e bevande;
  • Falegnameria: questa attività è quella che più in assoluto prevede un iter davvero complicato e costoso. Gli adempimenti richiesti sono ben 78 e la spesa da affrontare è di circa 20 mila euro. Sono costosi anche i certificati accessori, tra cui il certificato di controllo antincendi, che in media costa 1600 euro. Inoltre, rispetto ad altre attività, è necessario rispettare molti più obblighi ambientali, visti gli attrezzi utilizzati per il lavoro.

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