Pioggia di lettere dell’Agenzia delle Entrate: cosa fare

Nuove lettere di compliance in arrivo dall'Agenzia dell'Entrate: cosa contengono e a chi sono rivolti i nuovi avvisi dell'ente fiscale

L’Agenzia delle Entrate torna a scrivere a diversi italiani che potrebbero avere delle posizioni pendenti. Nel 2022 di novità per tanti contribuenti, come le partite Iva che sono state chiamate a passare dalla fattura cartacea a quella elettronica, l’agenzia fiscale della pubblica amministrazione italiana ha fatto partire una raffica di lettere di compliance con l’obiettivo di rendere disponibili le informazioni in possesso del fisco al contribuente in modo tale da procedere alla regolarizzazione delle eventuali anomalie.

Lettere dall’Agenzia delle Entrate, a chi sono rivolte

Le nuove lettere di compliance, cioè di adempimento spontaneo, da parte dell’Agenzia delle Entrate puntano la lente di ingrandimento sulle operazioni Iva. Nello specifico si tratta di missive che l’agenzia fiscale sta inviando nelle ultime settimane a quei contribuenti che potrebbero non essere in regola con alcuni pagamenti inerenti alle dichiarazioni Iva nelle recenti fatture elettroniche.

Gli avvisi bonari, come detto, rendono disponibili al contribuente tutte quelle informazioni in possesso del fisco in modo tale che, se dovessero esserci degli scostamenti, il contribuente stesso può procedere alla regolarizzazione della propria posizione eventualmente definita debitrice.

Il contribuente che riceverà le lettere dovrà verificare quindi l’eventuale irregolarità della sua posizione e fornire eventuali elementi fino a ora sconosciuti che possono far mutare la situazione (qui invece vi abbiamo parlato del nuovo piano del Governo su Irpef e soglia Pos più alta).

Cosa contengono le lettere

Una volta che il postino suona al citofono per consegnare la busta da parte dell’Agenzia delle Entrate, il cui color verde fa tremare e temere il peggio, non ci sarà da disperarsi. Infatti, una volta aperta la lettera ricevuta, nella compliance dell’Agenzia delle Entrate si potranno trovare delle informazioni importanti per cercare di capire cosa vuole l’ente dal contribuente.

Nello specifico all’interno della lettera ricevuta si troveranno::

  • il codice fiscale;
  • denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • numero di comunicazione con l’anno d’imposta e il codice atto;
  • tutti i dati relativi alle operazioni Iva trasmesse in modalità telematica.

A queste informazioni poi verranno aggiunti i dati relativi alle operazioni Iva, ossia:

  • le operazioni imponibili;
  • le operazioni esenti;
  • le operazioni di reverse charge.

A dir la verità, però, queste comunicazioni potrebbe non arrivare cartacee via posta ordinaria, ma limitarsi all’invio al domicilio digitale del contribuente stesso. Una volta ricevuta la lettera, i contribuenti possono seguire una delle seguenti tre strade:

  • Richiedere ulteriori informazioni in merito a tali incongruenze, per via telematica attraverso il cassetto fiscale oppure tramite posta ordinaria;
  • Segnalare all’ente nuovi dati utili a giustificare tali anomalie (situazione viene regolarizzata e non si dovrà fare altro);
  • Regolarizzare la propria posizione, nel caso in cui invece il Fisco abbia ragione e l’anomalia è fondata.

In quest’ultimo caso il soggetto interessato può risolvere la situazione grazie al ravvedimento operoso, ovvero provvedere al pagamento spontaneo e immediato della sanzione prevista per omissioni, ritardi o irregolarità. In questo modo è quindi possibile pagare un importo più basso rispetto a quello che spetterebbe nel caso in cui fosse l’Agenzia delle Entrate a irrogarla. Per poter sfruttare questo “vantaggio” è però necessario effettuare il pagamento entro 90 giorni dall’arrivo della lettera di compliance, altrimenti si perde il diritto a beneficiare del ravvedimento operoso (a proposito dei pagamenti “scontati”, qui vi abbiamo parlato della rottamazione delle cartelle per il 2023).