Che fine ha fatto la patrimoniale? Novità riforma fiscale e piani del Governo

Riforma fiscale, nuovi scaglioni Irpef e taglio tasse: ma che fine ha fatto la patrimoniale?

Governo a lavoro per trovare un punto di incontro tra maggioranza e opposizione in merito alle misure da inserire nella prossima Riforma fiscale. Tra questi: una revisione degli scaglioni Irpef, un taglio delle tasse per il ceto medio e una modifica del sistema Iva.

Ma che fine ha fatto la patrimoniale? Dopo averne tanto parlato e dopo essere stato oggetto di discussioni e scontri tra i vari esponenti di partito, l’introduzione di questa nuova imposta sui patrimoni più alti è uscita ufficialmente dai piani del Governo.

Riforma fiscale: nessun accenno alla patrimoniale

Era stata inserita nella bozza del documento inviato alle Commissioni parlamentari, ma adesso nel testo rimandato alle camere non c’è più.

L’idea di ricorrere alla patrimoniale in Italia è stata quindi ufficialmente abbandonata dal Governo Draghi, adesso intenzionato a procedere con una revisione del sistema fiscale e tributario a favore del ceto medio.

A beneficiare della Riforma fiscale, tramite un abbattimento delle tasse, saranno quindi i redditi medi, ma – indirettamente – anche quelli più alti. Con la conferma dell’esclusione della Patrimonio dalla nuova manovra, infatti, i patrimoni più ricchi non verranno più tassati dall’imposta fissa che si era detto di voler introdurre per far fronte alla crisi Covid.

Patrimoniale, cos’è e quali contribuenti colpisce

La patrimoniale è un’imposta che, come suggerisce la parola stessa, va a colpire il patrimonio del contribuente. Viene applicata sia ai beni che fanno parte del patrimonio mobile che immobile, quindi: denaro, obbligazioni, azioni e preziosi, e case e terreni.

Può essere fissa, ovvero dello stesso importo per tutti i contribuenti, o variabile, quindi calcolata in base alla dimensione del patrimonio.

La patrimoniale può essere anche periodica (introdotta a pieno regima nel sistema fiscale) o “straordinaria”, dunque applicata solo in situazioni di emergenza, come una guerra o un’epidemia.

La nuova patrimoniale in Italia, così come era stata presentata nelle prime bozze del documento, doveva colpire i patrimoni più alti, garantendo così allo stato maggiori entrate e fondi per affrontare l’uscita dalla crisi dopo la pandemia da Covid in Italia. La proposta, nello specifico, prevedeva una stima del patrimonio complessivo di ciascuna persona fisica a partire da 0,5 milioni di euro netti, calcolato sul patrimonio immobiliare tramite la rendita catastale, e fino a un milione di euro, con l’applicazione di un’aliquota pari allo 0,2% e fino al 2% per patrimoni fino a 50 milioni di euro.

L’imposta, però, è stata bocciata con un emendamento del Partito Democratico in merito al riordino complessivo dei valori catastali.

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