Pagamenti POS, sanzioni per chi li rifiuta: il piano di Draghi

Tra gli impegni del Governo rimane fermo quello della lotta all'evasione fiscale: tra i piani di Draghi l'introduzione di specifiche sanzioni per chi rifiuta i pagamenti POS

Sono state inserite nel piano contro l’evasione fiscale a cui sta lavorando Draghi le sanzioni per chi rifiuta pagamenti con il POS. Tra gli impegni presi con l’Europa, da cui dipendono le risorse stanziate per l’Italia dal Recovery fund, c’è quello che punta a ridurre al minimo le occasioni di evasione o elusione delle tasse, per questo il Premier appare oggi deciso a seguire la via dell’intransigenza nei confronti di chi rema contro ai sistemi cash free.

Pagamenti POS obbligatori? Cosa prevede il piano di Draghi

Le misure a cui starebbe lavorando il Primo Ministro insieme al suo Governo, in fase di definizione, non puntano al ricorso obbligatorio dei pagamenti tracciati. La logica che segue infatti il piano di Draghi è quella di incentivare l’uso dei pagamenti POS, ma non di renderli obbligatori sempre e comunque. Per rendere tutto questo possibile, infatti, l’Esecutivo si è messo al lavoro prima estendendo il cd. “bonus POS” (aumentando le percentuali di ritorno del credito dal 30% al 100%) e poi scoraggiando commercianti, negozianti e imprenditori in generale che non possiedono dispositivi consoni ad attivarsi per rendere sempre possibili i pagamenti elettronici.

Da qui, l’idea di introdurre delle vere e proprie sanzioni per chi rifiuta i pagamenti POS. Per riprendere il discorso accennato sopra, quindi, non saranno obbligatori i pagamenti tracciabili ma sarà obbligatorio avere tutti gli strumenti adatti per permetterli (il mancato rispetto di queste disposizioni infatti esporrà l’esercente al pagamento della relativa multa).

Pagamenti POS: come cambia dopo la riforma Draghi

Le novità che punta ad introdurre Draghi con la nuova riforma fiscale, in concreto, puntano a riprendere il piano cashless già attivato dal precedente Governo prima dello scoppio della pandemia.

Va ricordato, infatti, che il POS obbligatorio per gli esercenti è stato introdotto già dal 2014, ma nulla è stato previsto (in termini di sanzioni e provvedimenti) nei confronti di chi non avrebbe rispettato tale imposizione. Si è parlato per la prima volta di possibili multe solo 6 anni dopo, nel decreto fiscale 2020, quando si stava valutando l’idea di introdurre multe pari a 30 euro o al 4% dell’importo per tutte le transazioni negate al cliente. L’articolo che disciplinava tale sistema sanzionatorio è stato però cancellato in seguito.

Sull’entità delle nuovi sanzioni e su come e quando scatteranno le stesse, comunque, ancora niente di ufficiale è stato detto o definito. Sappiamo che l’Esecutivo, dopo l’emergenza Covid e per far fronte agli impegni presi con Bruxelles, punta a ridurre del 15% l’evasione rispetto ai livelli raggiunti nel 2019 (nel periodo pre-pandemia). Per rendere tutto questo possibile, quindi, è probabile che il reperimento di nuove risorse possa essere garantito dal nuove gettito fiscale derivante dalla perseguimento degli evasori.

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