Nuovo tasso di interesse legale: cosa cambia per tasse e contributi

Dalle imposte agli affitti, la nuova normativa predisposta dal Mef riguarderà diverse pratiche relative a milioni di cittadini: si parte dal 1 gennaio 2022

Tasse, pensioni, contributi, locazioni: il balzo del tasso di interesse legale non porta buone notizie. L’aumento avrà conseguenze per chi paga in ritardo o per chi sceglie di rateizzare il pagamento, per esempio per quanto riguarda le tipologie di tributi come l’Imu. Ma mentre per diversi anni fino al 2021 gli interessi erano una voce esigua, da quest’anno diventano un fattore da tenere ben in considerazione. Perché il tasso è salito? E su che cosa avrà un impatto più diffuso?

Il tasso di interesse legale è stato alzato all’1,25% dal precedente 0,1% con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze durante lo scorso mese di dicembre ed è operativo dal 1 gennaio 2022 per tutto l’anno. Il tasso è calcolato sulla base del rendimento medio lordo per anno dei titoli di Stato non superiori a 12 mesi e del tasso di inflazione, che da alcuni mesi non smette di aumentare e ha raggiunto a dicembre il 3,9%. Che cosa comporterà l’aumento da un punto di vista pratico?

Nuovo tasso di interesse legale, su cosa impatterà di più?

L’impatto principale del rialzo del tasso di interesse legale sarà sulle dilazioni dei pagamenti delle tasse e dei tributi, cioè sulle rate delle imposte dirette previste dalla dichiarazione dei redditi se il contribuente decide di non pagare in un’unica soluzione. Sull’importo delle rate si applicherà l’interesse dell’1,25% annuo.

L’altro impatto sarà sul cosiddetto ravvedimento operoso, cioè sull’istituto previsto dalla legge che riguarda i casi di ritardo nel pagamento di tasse, imposte e tributi prima di aver subito un accertamento (per esempio nel caso si sia saltata una scadenza dell’Imu o della Tari). D’ora in avanti quindi chi paga in ritardo dovrà calcolare di aggiungere il nuovo tasso di interesse. Il tasso si applica sul ritardo a partire dal 1 gennaio 2022, mentre per gli anni precedenti rimane il tasso previsto per quell’anno. Esempio: su un importo di 28 mila euro pagato con dodici mesi di ritardo, si passa da 2,8 euro di ravvedimento operoso nel 2021 a 352,8 euro nel 2022.

Nuovo tasso di interesse legale, coinvolti anche affitti e pensioni

Il tasso di interesse legale si applica anche in caso di ritardo nel versamento dei contributi assistenziali e pensionistici da parte di imprese e lavoratori. Lo stesso vale però gli interessi sulle pensioni, prestazioni e indennità corrisposte dall’Inps ai diretti interessati in ritardo rispetto alla prima data utile di decorrenza. L’impatto per i contribuenti che abbiano diritto a un rimborso, che sia da parte del Fisco o degli enti pensionistici, sarà positivo. E questo accade quando si vince una causa con l’Inps.

L’aumento del tasso di interesse legale impatta anche su chi affitta una casa perché si applica sui depositi cauzionali delle locazioni e che vanno versati a fine anno all’inquilino. Questo ha un impatto anche sui coefficienti per determinare le imposte che si pagano sull’atto di cessione dei diritti di usufrutto di un immobile a vita. Il valore dell’usufrutto si calcola moltiplicando il valore della piena proprietà per il tasso di interesse legale (1,25%) e per il coefficiente stabilito in base all’età del beneficiario.