Nuovo Dpcm, Regioni: “Stop ai tributi”. E Cirio tassa Amazon e gli altri big del web

Il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha avanzato una proposta forte: tassare i big del web per aiutare i piccoli negozi di vicinato contro la crisi della pandemia

Poco prima delle 21, mentre Governo e Regioni ancora si scontravano sugli ultimi dettagli delle misure che avrebbero preso forma da lì a poco nel nuovo Dpcm 3 novembre, il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha inviato alla stampa un estratto delle osservazioni che la Conferenza delle Regioni ha unanimemente trasmesso al Governo.

Non solo. Ha anche avanzato una proposta forte, controtendenza e di difficilissima realizzazione però: tassare i big del web per aiutare i piccoli negozi di vicinato.

Nuovo Dpcm, le richieste delle Regioni: subito i ristori

Visto che la seconda ondata della pandemia sta colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale, le Regioni hanno ribadito fino all’ultimo la richiesta di misure univoche nazionali e, solo in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale.

“Si rende indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle regioni di cui alla prevista ordinanza del Ministro della Salute” scrivono le Regioni nel documento sottoposto al premier Conte.

A non essere chiare sono infatti le procedure individuate e le modalità con le quali sono definite le aree e i territori a più alto livello di rischio e le modalità e le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio.

Ciro e gli altri governatori delle Regioni definiscono “indispensabile” che, contestualmente all’emanazione del Dpcm, vengano definite, attraverso un provvedimento di legge, l’ammontare delle risorse, le modalità e i tempi di erogazione, con le quali si procederà subito al ristoro delle attività economiche che hanno subito limitazioni, sospensioni o chiusure.

Stop alle tasse, congedi e indennità ai lavoratori

I presidenti chiedono a Conte a gran voce anche, con lo stesso provvedimento, l’introduzione di meccanismi di sospensione dei tributi relativi agli anni fiscali 2020 e 2021 per le attività economiche interessate dal Dpcm.

Questo per scongiurare possibili effetti depressivi e conseguenti problemi sociali, cercando di trovare un bilanciamento tra la necessità delle misure di contenimento dell’epidemia e il sostegno alle categorie economiche e sociali colpite.

Tra le proposte indispensabili le Regioni hanno avanzato anche quella di adeguate risorse finanziarie per riconoscere ed estendere i congedi parentali per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e le misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi.

Cosa vuole fare Cirio

Durante l’incontro che ha preceduto la firma del nuovo Dpcm, il presidente del Piemonte, una delle Regioni rosse e quella con l’indice di contagiosità Rt più alto, ha sottolineato in particolare che se si chiedono ulteriori sacrifici al mondo delle imprese “pretendiamo che siano condizionati all’attuazione di queste misure immediate da parte del Governo”. E considerati i tempi della burocrazia statale, che i ristori abbiano stanziamenti e tempi certi di erogazione.

Cirio ha spiegato di aver dato la disponibilità come Regione Piemonte a gestire direttamente i fondi messi a disposizione dallo Stato, “forte dell’esperienza” degli oltre 130 milioni di euro di indennizzi erogati sui conti correnti di oltre 70 mila attività piemontesi in meno di un mese, risorse che “mi risulta peraltro siano le uniche arrivate nelle tasche delle nostre imprese del commercio”.

Infine, vista la possibilità data ai Consigli regionali di proporre iniziative di legge nazionali, presenterà oggi una proposta di legge che imponga una tassazione straordinaria alle piattaforme internazionali di vendita online per tutta la durata delle nuove misure del Governo, prevedendo di destinare la totalità dell’introito ai piccoli esercizi commerciali di vicinato.

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