Rinvio Irpef, Irap e Iva: tutte le proroghe del decreto Ristori ter

Tutte le proroghe fiscali riconosciute dal decreto Ristori ter. Governo già al lavoro sul Ristori quater

Non solo bonus e denaro sul conto corrente a imprese e professionisti in difficoltà: con il decreto Ristori ter il Governo vuol garantire maggiore liquidità ai contribuenti provati dall’emergenza Covid, anche attraverso il rinvio di molti appuntamenti col Fisco. Dall’Irpef all’Irap all’Iva, ecco tutte le proroghe in fase di approvazione.

Decreto Ristori ter: pronto rinvio Irpef, Irap e Iva

Tra le proposte che potrebbero essere inserite nel decreto Ristori ter, al vaglio dell’Esecutivo c’è la proroga di alcuni degli appuntamenti più importanti col Fisco.

Nello specifico, al vaglio c’è il rinvio dei versamenti Irpef, Irap e Iva, con l’individuazione di risorse specifiche finalizzate a coprire le mancate entrate dell’Erario. Si tratta di circa 4-5 miliardi di euro che verrebbero a mancare alle casse dello Stato, da aggiungersi alle minori entrate derivanti dagli sgravi contributivi che potrebbero essere riconosciuti alle imprese che dichiarano fino a 50 milioni di fatturato e hanno subito una perdita pari almeno al 33 per cento a causa dell’emergenza Coronavirus.

Nello specifico, a queste aziende verrebbero sospesi i pagamenti relativi alla ritenute a loro carico, nonché quelli relativi ai contributi di dicembre e gli acconti fiscali di novembre.

Governo già a lavoro su Ristori quater

La serie di bonus, sgravi e contributi a fondo perduto promessi dal Governo arriveranno (alcuni già sono arrivati) con appositi decreti (alcuni già approvati), che prevedono anche lo stanziamento di risorse volte a garantire liquidità ai settori più colpiti dal lockdown e dalle nuove restrizioni.

Visti i tempi stretti e l’emergenza che incombe, l’Esecutivo si è messo già a lavoro sul Ristori quater, che dovrebbe arrivare in Senato e poi alla Camera tra giovedì 26 e venerdì 27 novembre 2020. L’obiettivo, in questo caso, è bloccare in extremis gli acconti in scadenza il lunedì successivo, per evitare il rischio concreto che molti ordini di pagamento vengano processati e inviati prima del blocco.

A tal proposito, a Palazzo Chigi si discute se spostare dal 30 novembre al 10 dicembre la presentazione della dichiarazione dei redditi, mentre i tecnici sono già all’opera per individuare i fondi da destinare al buco di oltre un miliardo derivante dai possibili mancati incassi conseguenti all’eventuale proroga dei pagamenti legati alla rottamazione delle cartelle e al saldo e stralcio.

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