IMU, si cambia: chi pagherà di più

Ai Comuni la facoltà di aumentare l'IMU nei prossimi anni: cosa prevede il disegno di legge sulla rigenerazione urbana e chi pagherà di più

Dopo l’annullamento delle cartelle esattoriali 2000/2005 – che comprende anche i mancati versamenti di IMU, TARI e bollo auto – il disegno di legge sulla rigenerazione urbana, approvato in Senato il 10 marzo 2021, lascia ai Comuni (e alle Regioni in alcuni casi) la possibilità di ricorrere ad un aumento dell’imposta municipale unica, riconoscendo sconti specifici per interventi di riqualificazione e introducendo più tasse a chi – invece – è proprietario di case sfitte.

IMU, sconti e sospensioni per gli interventi di riqualificazione

Con lo scopo di favorire la rigenerazione urbana, “quale complesso sistematico di trasformazioni urbanistiche ed edilizie su aree e complessi edilizi caratterizzati da uno stato di degrado urbanistico edilizio o socioeconomico”, il disegno di legge n. 1131 approvato in Senato è finalizzato a definire i princìpi fondamentali in materia di riqualificazione urbana, con incentivi per gli interventi da realizzarsi prioritariamente nelle aree già urbanizzate ma degradate.

Per promuovere e spingere interventi di miglioria, in grado di recuperare edifici e aree abbandonate e/o poco curate di Comuni o città, il testo ha individuato tutta una serie di sconti per gli immobili oggetto di riqualificazione. Legittimati a deliberare sulle agevolazioni, decidendone anche la misura e i requisiti di riconoscimento, saranno in primis le amministrazioni locali, a seguito di una ricognizione del territorio che identifichi le situazioni di degrado urbanistico, sociale ed ambientale. L’analisi può essere effettuata anche dietro richiesta dei proprietari degli edifici o delle aree oggetto di riqualifica ma, per il via libera, sarà necessaria o l’approvazione del Consiglio comunale o quella della conferenza di programma qualora l’intervento riguardi territori di più Comuni.

Tra le agevolazioni previste, oltre a corposi sconti, all’amministrazione comunale viene riconosciuta la possibilità di sospendere IMU, TARI e TASI individuando però preventivamente – nel piano comunale – gli immobili esenti.

IMU, chi pagherà di più

Se da un lato, tuttavia, il disegno di legge sulla rigenerazione urbana introduce agevolazioni e sconti sull’imposta municipale unica – seppur in specifici casi e solo in presenza di interventi di riqualificazione urbana – dall’altro lo stesso testo riconosce ai Comuni (e alle Regioni) la possibilità di aumentare la stessa tassazione nei prossimi anni.

Nello specifico, a fronte di:

  • una riduzione fino al 50 per cento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico
  • un taglio del 10% sugli oneri edificatori
  • un’imposta di registro – ipotecaria e catastale – invariabile sul trasferimento degli immobili, nella misura fissa di 600 euro complessive (200 euro per ogni tributo)

I Comuni potranno aumentare l’IMU:

  • in modo progressivo con aliquote IMU sui singoli immobili e sugli edifici che risultino inutilizzati o incompiuti da oltre 5 anni
  • elevare fino al triplo l’aliquota base IMU – ogni anno – dopo apposito censimento degli immobili commerciali e artigianali inutilizzati da oltre dodici mesi e localizzati nei centri urbani e storici.

A questi incrementi, poi, si aggiungono quelli in facoltà delle Regioni, che potrebbero aumentare sugli immobili inutilizzati/abbandonati o incompiuti l’aliquota dell’addizionale Irpef dello 0,2%.

Va detto, per concludere, che a seguito di un regolare contratto di affitto/locazione o di un intervento di riqualificazione, gli aumenti sono da considerarsi sospesi per gli edifici che non riservano più nello status di inutilizzo.

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IMU, si cambia: chi pagherà di più