Global tax, svolta Ocse: quando arriva la stangata per le multinazionali

L'accordo storico di 136 paesi rappresenta il 90% del Pil mondiale e vede allineati anche Ungheria, Estonia e Irlanda

136 paesi per un accordo storico, siglato in seno all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L’intesa è sulla global corporate tax, la tassazione globale sulle multinazionali che collocano la propria sede nei paesi dove la tassazione è molto bassa ma realizzano profitti in tutto il mondo.

È il motivo per cui non molti vedono di buon occhio Amazon, Facebook o Google. Ma lo stato di cose osservato adesso è destinato a cambiare: ecco come e perché quello dell’Ocse può davvero definirsi un incontro storico.

Cosa hanno deciso i leader riuniti all’Ocse sulla minimum tax

Tassa globale sulle multinazionali, global corporate tax o, ancora, minimum tax. Cambia il nome ma non la sostanza, che poi consiste nel 15% di soglia di tassazione minima sulle corporation. Ungheria, Estonia e Irlanda si erano inizialmente messe di traverso. Con il riallineamento di questi paesi sulle posizioni della maggioranza non resta che aspettare il 2023, quando l’accordo sarà effettivo.

Restano contrari Kenya, Nigeria. Pakistan e Sri Lanka. Il sostegno alla misura può tuttavia contare su altri capi di stato e di governo, riunitisi al G20. Il passaggio all’Ocse è più inclusivo e ha confermato la misura del 15. I favorevoli rappresentano il 90% del Pil mondiale e tra questi c’è anche l’Italia, determinata fin da subito a implementare la global tax – ecco quanto guadagnerebbe il nostro Paese grazie alla tassa per le multinazionali.

A quanto ammonta a livello mondiale la tassa sulle multinazionali

In un comunicato, l’Ocse precisa che l’obiettivo del patto è quello di “riattribuire a Paesi del mondo intero i benefici per oltre 125 miliardi di dollari realizzati da 100 aziende multinazionali tra le più grandi e più redditizie al mondo”, facendo in modo “che queste società possano onorare la propria giusta parte fiscale qualunque siano le giurisdizioni in cui esercitano le loro attività e realizzano benefici”.

Con la minimum tax le multinazionali non dovranno più pagare le tasse solo nei paesi di origine, ma anche nei mercati dove perseguono le proprie attività e da cui traggono profitto, a prescindere dalla loro presenza fisica sul territorio. Qui una spiegazione più approfondita di come funziona la tassa mondiale.

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