Evasione fiscale, cos’è la “lista Dubai” chiesta dall’Italia alla Germania

Il nostro Paese ha chiesto alla Germania di accedere ai dati di cittadini italiani con patrimoni negli Emirati Arabi

Nella caccia agli evasori fiscali spunta adesso la “lista Dubai”. Si tratta di un elenco di cittadini italiani con patrimoni depositati negli Emirati Arabi, al quale il nostro Paese ha chiesto di poter accedere alla Germania, che ha acquistato le informazioni da una fonte anonima. Ad effettuare i controlli su disposizione del ministero dell’Economia sarà l’Agenzia delle Entrate insieme alla Guardia di Finanza.

Evasione fiscale, cos’è la “lista Dubai” chiesta dall’Italia: l’operazione

L’iniziativa è stata commentata così sui social dalla vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli: “Sulla lotta all’evasione fiscale, soprattutto internazionale, vanno fatti tutti i passi necessari – ha scritto l’esponente del M5s – ma mentre in Italia gli strumenti ci sono e stanno funzionando sempre meglio, c’è una dimensione estera su cui è necessario rafforzare tutte le azioni utili ad arginare il fenomeno dei paradisi fiscali. Come Italia dobbiamo acquisire velocemente i dati degli italiani che hanno trasferito fondi in altri Paesi. In questo senso mi sono attivata con gli Uffici”.

L’operazione ricorda la “lista Falciani“, dal nome dell’ex informatico franco-italiano di Hsbc Suisse che nel 2015 ha fatto esplodere lo scandalo SwissLeaks, nel quale sono rimasti coinvolti migliaia di clienti per circa 180 miliardi di euro depositati nell’istituto credito svizzero. Hervé Falciani fu poi stato arrestato nel 2018 a Madrid dietro richiesta della Svizzera.

Evasione fiscale, cos’è la “lista Dubai” chiesta dall’Italia: l’operazione

Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale lo scorso 16 giugno la Germania ha annunciato l’acquisizione di dati sui propri cittadini con beni a Dubai, sulla scorta di operazioni simili compiute in passato dalle autorità regionali della Svizzera.

Il ministero delle Finanze Olaf Scholz ha affermato che tutte le informazioni sono state inviate alle autorità finanziarie regionali tedesche per procedere alle verifiche del caso e stabilire se perseguire gli eventuali evasori. Oltre ai Laender tedeschi i dati saranno messi a disposizione delle omologhe autorità dei Paesi che ne faranno richiesta.

“Stiamo usando tutti i mezzi per scoprire i reati fiscali – ha comunicato il ministro in una nota – e con la nuova serie di dati stiamo illuminando gli angoli bui in cui finora si sono rintanati i trasgressori fiscali”.

L’ufficio federale tedesco per le imposte (BZSt) ha pagato a febbraio circa 2 milioni di euro l’elenco con i dati segreti, dopo aver portato avanti per un mese la trattativa con l’informatore segreto. È la prima volta che succede in Germania: ” Per mia iniziativa – ha spiegato ancora Scholz – l’ufficio federale per le imposte si è procurato un Cd con dati fiscalmente rilevanti dall’emirato di Dubai”.

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