Elezioni giugno 2022: i Comuni con le tasse più alte

Amministrative 2022: tra nuove proposte e programmi elettorali annunciati, vediamo quali sono i Comuni dove si vota che, ad oggi, hanno le tasse più alte

Tutto pronto per le Amministrative 2022, in Italia molte sono le regioni dove si torna alle urne. Ma tra nuove proposte e programmi elettorali annunciati (e liste di “impresentabili”, qui quelli segnalati), quali sono i Comuni dove si vota che, ad oggi, hanno le tasse più alte? Openpolis – un organismo che si occupa di controllare le previsioni macroeconomiche fornite dallo stato e fornire analisi sugli andamenti dell’economia italiana – ha provato a fare un bilancio.

Tasse e imposte: quanto incassano i Comuni ogni anno

Secondo i dati riportati da Openpolis, in media, nel 2020 le amministrazioni locali italiane hanno incassato 455,43 euro pro capite per questa voce di entrata. Ma da dove vengono, principalmente, questi soldi finiti nelle casse comunali? Nel 2022, si legge nel report, le entrate fiscali delle amministrazioni sono principalmente rappresentate da:

  • l’imposta unica comunale (Iuc, in cui sono incluse Imu e Tasi);
  • la tassa sui rifiuti (Tari, qui quando e dove si paga);
  • l’addizionale comunale all’Irpef.

A queste si aggiungono inoltre i trasferimenti non fiscalizzati e le entrate a titolo di fondo di solidarietà comunale, ma sono anche incluse altre fonti di entrata locali, come ad esempio l’imposta di soggiorno e i diritti sulle affissioni pubblicitarie.

Tutte queste entrate vengono registrate nella voce “imposte, tasse e proventi assimilati” contenuta all’interno delle entrate tributarie.

Tasse, i Comuni (dove si vota) che incassano di più

Tenendo conto di quelle che sono state definite come tasse e imposte principalmente rilevanti per le amministrazioni locali, Openpolis ha individuato i Comuni (dove si vota per le elezioni amministrative di giugno 2022, qui le regole) che incassano maggiormente da questo tipo di entrate.

Il capoluogo che incassa le entrate tributarie maggiori è Genova (714,35 euro pro capite) a cui seguono Padova (696,20), Verona (638,53) e Como (626,40). Sono dei valori superiori rispetto alla media nazionale che si attesta come abbiamo visto a 455,43 euro pro capite. Invece, i comuni di Belluno (340,81 euro pro capite), Barletta (323,59) e Gorizia (311,26) sono quelli che registrano le entrate minori.

Inoltre, tra i capoluoghi che domenica prossima andranno alle urne, quello in cui le entrate tributarie rappresentano la maggior parte delle entrate è Viterbo (45,91%). Seguono Piacenza (43,86%), Asti (43,80%), e Lodi (43,54%). Tutti valori superiori alla media nazionale (29,47%). Al contrario, questa percentuale è minore a Catanzaro (13,60%), L’Aquila (9,55%) e Oristano (9,22%).

A Rieti invece le entrate per imposte e tasse sono diminuite del 16% circa tra il 2016 e il 2020.

Infine, viene riportato nell’analisi, sono sette i capoluoghi che andranno a elezioni che hanno visto un aumento degli incassi per entrate tributarie tra 2016 e 2020. Quelli che hanno registrato l’aumento maggiore sono Genova (+6,94%), La Spezia (+6,12%) e Pistoia (+5,11). Al contrario, i restanti diciotto hanno riportato un calo. Le riduzioni più ampie sono state riportate a Messina (-13,96%), Taranto (-14,32%) e Rieti (-15,95%).

Chi è interessato a sapere quanto incassa il proprio Comune, se non è uno di quelli già citati sopra, può cliccare qui e consultare il database nominativo di Openpolis. Tuttavia, per quanto riguarda Lodi (dove si vota a giugno 2022), dati relativi a Lodi non sono disponibili perché, alla data di pubblicazione del report, non risultano accessibili i bilanci consuntivi 2016.

Va detto, in conclusione, che i dati mostrano le entrate di cassa per tasse, imposte e proventi assimilati nei capoluoghi al voto a giugno 2022. Inoltre, non sempre maggiori o minori proventi implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia.