Dl Ristori bis: come cambiano i bonus dalla zona gialla a quella arancione e rossa

Decreto Ristori bis, stanziati nuovi fondi per le regioni in zona rossa e arancione: come cambiano gli aiuti

Il Consiglio dei Ministri riunito venerdì 6 novembre 2020, a Palazzo Chigi, ha disposto ulteriori misure urgenti e di sostegno ai lavoratori e alle imprese, destinate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. A tal proposito, una differenziazione degli aiuti è stata decisa tenendo conto della situazione epidemiologica nelle varie regioni italiane, con agevolazioni e bonus diversi a seconda che i soggetti beneficiari si trovino di zona rossa, arancione o gialla.

Decreto Ristori bis, stanziati nuovi fondi per le regioni in zona rossa e arancione

Come riportato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha deciso per un ulteriore stanziamento di risorse, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle ultime restrizioni anti-Covid approvate con il Dpcm 3 novembre.

Nello specifico, il Governo provvederà ad ampliare le categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto dal decreto Ristori, mentre per tutti gli operatori economici delle zone arancioni e rosse, che rientrano già tra i beneficiari, ma che hanno dovuto fare i conti con le ulteriori restrizioni, il contributo è aumentato di un ulteriore 50 per cento.

A tal proposito, l’Esecutivo ha anche previsto un nuovo contributo a fondo perduto per le imprese che operano nelle regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità (ovvero quelle dove è scattato il lockdown totale). Tale contributo sarà erogato seguendo le stesse disposizioni del decreto Ristori, e già utilizzata dall’Agenzia delle Entrate, e il suo importo varierà a seconda del settore dove opera l’impresa.

Dl Ristori bis: come cambiano le agevolazioni dalla zona gialla a arancione e rossa

Come si legge nel testo della bozza del decreto Ristori bis, è stato istituito un fondo per compensare le attività delle regioni che potrebbero essere colpite da future misure restrittive, in modo tale che – qualora la situazione dovesse peggiorare – sarebbe comunque possibile procedere con l’erogazione dei contributi a fondo perduto in modo automatico.

Per le imprese che operano nelle aree ad alto rischio (le cd. zone rosse) è stato approvato un credito d’imposta sugli affitti commerciali cedibile al proprietario dell’immobile locato pari al 60% dell’affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Sempre per queste attività che operano nelle regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità e che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto (qui l’elenco completo dei codici ATECO), è prevista la cancellazione della seconda rata Imu, a condizione che i proprietari dell’immobile siano anche gestori delle attività.

Aiuti concreti sono stati approvati anche per le attività che operano nelle zone gialle, per le quali sono statu sospesi i contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre. Per quelle delle zone arancioni e rosse, invece, la sospensione è riconosciuta per i mesi di novembre e dicembre.

Nei confronti dei soggetti che esercitano attività economiche in zona rossa, per le quali sono stati approvati gli ISA, è stata disposta la proroga al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda o unica rata dell’acconto di Ires e Irap.

I genitori lavoratori, che devono fare i conti con la sospensione delle attività scolastiche, invece, avranno diritto ad un bonus baby sitter da 1.000 euro e al congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione mensile se sono subordinati.

Infine, per i soggetti che esercitano attività economiche che sono state sospese dal Dpcm 3 novembre (a prescindere dal fatto che si trovino in zona rossa, arancione o gialla) è prevista la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di novembre. In questo caso basta come presupposto la chiusura dell’attività per avere diritto all’agevolazione.

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