Decreto Ristori ter, in vigore dal 24 novembre: tutte le novità in Gazzetta Ufficiale

Il Governo Conte ha emanato il nuovo decreto Ristori ter, in vigore a partire dal 24 novembre: il terzo in meno di un mese

Con il decreto Ristori prima, e con il Ristori bis poi, il Governo Conte ha cercato di porre un freno alla crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria, tentando di assicurare un sostegno economico a favore delle categorie più colpite dalle nuove misure di contenimento adottate per frenare l’aumento dei contagi da Covid.

Decreto Ristori ter in vigore dal 24 novembre

Troppo blande, secondo molti, ma comunque imprescindibili per sostenere chi è stato letteralmente piegato dalla nuova crisi.

Ora, Palazzo Chigi ha emanato il nuovo decreto Ristori ter, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 novembre e in vigore a partire dal 24 novembre: il terzo in meno di un mese, che assicura ulteriori 2 miliardi di euro.

Il decreto Ristori ter porta così a oltre 10 miliardi l’ammontare delle risorse messe in campo dal Governo nell’ultimo mese, dopo gli oltre 8 miliardi stanziati con i due precedenti provvedimenti.

Come per il bis, anche nel nuovo decreto l’intenzione di Conte e Gualtieri è privilegiare modalità di utilizzo ed erogazione semplici, immediate, e il più possibile automatiche. Le principali linee di intervento sono le stesse del Ristori bis e vengono estese alle attività che operano nelle Regioni interessate dalle misure restrittive assunte sulla base del nuovo Dpcm.

Ricordiamo che con il decreto Ristori bis è stato anche creato un fondo che consente di erogare in automatico il nuovo contributo o la maggiorazione di quello precedente alle imprese delle Regioni che dovessero venire interessate da future nuove misure restrittive come conseguenza di Dpcm futuri.

>>> Scarica qui il decreto Ristori ter in Gazzetta Ufficiale <<<

1,45 miliardi per il Fondo Ristori automatico

Ora, con 1,45 miliardi di euro di risorse già disponibili, viene alimentato il Fondo istituito con il Dl Ristori Bis allo scopo di finanziare in modo automatico i ristori destinati alle attività che operano nelle Regioni che passano a una fascia di rischio più elevata.

La dotazione complessiva sale così a circa 1,8 miliardi, che serviranno a finanziare un’ampia gamma di misure per le attività nelle nuove zone rosse:

  • contributi a fondo perduto
  • credito di imposta sugli affitti commerciali
  • rinvio delle scadenze fiscali per gli ISA
  • sospensione dei versamenti previdenziali e tributari
  • cancellazione della seconda rata IMU
  • strumenti di tutela sociale (come congedo parentale e bonus baby-sitter).

Ristori anche per i negozi di scarpe

Fra le attività economiche che possono ottenere i ristori previsti dai precedenti decreti, viene ricompreso anche il commercio al dettaglio di calzature.

Fondo da 400 milioni per buoni spesa

È previsto, inoltre, un fondo da 400 milioni da destinare ai Comuni per fronteggiare l’emergenza alimentare attraverso l’erogazione di buoni spesa (qui l’approfondimento di QuiFinanza).

Le risorse verranno erogate a ciascun Comune entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Le variazioni di bilancio riguardanti l’utilizzo delle risorse trasferite dal Bilancio dello Stato connesse all’emergenza Covid possono essere deliberate dagli enti locali sino al 31 dicembre 2020 con delibera della giunta.

100 milioni per i farmaci anti-Covid

Inoltre, viene ulteriormente ampliata la capacità di risposta all’emergenza epidemiologica con uno stanziamento di 100 milioni di euro da destinare all’acquisto e alla distribuzione di farmaci per la cura dei pazienti affetti da Covid-19.

Si tratta degli interventi di competenza del Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

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