Decreto Rilancio, aiuti alle imprese: sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili e agevolazioni fiscali

Regioni, Province autonome, enti territoriali e Camere di commercio possono adottare misure di aiuto alle Pmi nel rispetto della normativa Ue sugli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell'emergenza del Coronavirus

Il decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale (con un certo ritardo, dovuto a continue risistemazioni) prevede diverse misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori autonomi. Tra queste, per fronteggiare l’emergenza Covid il Governo Conte ha predisposto aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali.

In conseguenza del perdurare delle straordinarie esigenze connesse allo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020, il Fondo per le emergenze nazionali per il 2020 viene incrementato di 1.500 milioni di euro, di cui 1.000 milioni da destinare agli interventi di competenza del commissario straordinario.

Gli aiuti alle imprese: i requisiti e le modalità

All’art.54 del dl Rilancio, viene previsto che le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali e le Camere di commercio possano adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie risorse, ai sensi del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, fino a un importo di 800mila euro per impresa.

>>> Scarica qui la versione definitiva del Decreto Rilancio <<<

L’aiuto può essere concesso sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni, a condizione che il valore nominale totale di queste misure rimanga al di sotto del massimale di 800mila euro per impresa. Tutti i valori utilizzati devono essere al lordo di qualsiasi imposta o altro
onere.

Pesca e agricoltura: misure speciali

Gli aiuti non possono superare l’importo di 120mila euro per ogni impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 100mila euro per ogni impresa attiva nella settore della produzione primaria di prodotti agricoli. Gli aiuti alle imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli non devono essere fissati sulla base del prezzo o della quantità dei prodotti immessi sul mercato.

Nel caso in cui un’impresa sia attiva in diversi settori a cui si applicano importi massimi diversi, deve essere assicurato con mezzi adeguati, quali la separazione contabile, che per ciascuna di tali attività sia rispettato il massimale pertinente e che in totale non sia superato l’importo massimo possibile.

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