Conte ripensa al taglio dell’IVA: cosa cambia adesso

Il presidente del Consiglio in un'intervista al canale spagnolo Nius cambia idea: "Troppo costoso"

Nelle ultime settimane di dibattiti su riforme economiche e fiscali, il premier Giuseppe Conte sembrava a un certo punto aver scelto il taglio dell’Iva come arma da sfoderare a sorpresa. E difatti nell’orizzonte politico aveva spiazzato tutti, partiti di maggioranza e non. Adesso il Presidente del consiglio sembra voler ripensare meglio a questa soluzione.

L’intervista

Il presidente Conte, che si trova in questi giorni in Spagna per un incontro con l’omologo spagnolo Pedro Sanchez a tema Mes, in un’intervista al canale spagnolo Nius parla delle intenzioni del governo in materia di Fisco:”In Italia abbiamo un problema: la riforma più organica del fisco risale a 50 anni fa, oggi la disciplina fiscale è iniqua e inefficace. Dobbiamo intervenire per riformarla, digitalizzare tutto e riordinare tutto perché abbiamo tante contribuzioni, agevolazioni, deduzioni. Alla fine, quando andremo a intervenire razionalizzando, potremo anche alleggerire, per quanto di ragione, la pressione fiscale”.

Il taglio dell’Iva

Tra i punti riportati da Adnkrons, il presidente del Consiglio tocca anche quello delicato del taglio dell’Iva:”In Italia c’è dibattito sull’ipotesi di abbassare l’Iva per far ripartire l’economia. La situazione è di tale incertezza che non c’è un’unica misura su cui puntare.”

Rispetto alla soluzione prospettata inizialmente, il capo dell’esecutivo pensa dichiara di pensare adesso un taglio più selettivo e meno gravoso per il bilancio, legato ai pagamenti cashless, elettronici: “Anche l’Iva può essere una soluzione: abbassare l’Iva è molto dispendioso – ammette il presidente del Consiglio – farlo come ha fatto temporaneamente la Germania richiede uno sforzo economico notevole. Può servire a far ripartire i consumi.

Ma l’ipotesi cui stiamo lavorando è collegare un lieve abbassamento dell’Iva, semmai temporaneo, a pagamenti digitali, per cui chi paga con moneta elettronica può beneficiare di un piccolo sconto. Questo incentiverebbe molto i pagamenti digitali con la conseguenza che potremo recuperare un’economia in parte sommersa, per cui tutti pagano le tasse, tutti pagano meno”.

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