Condono, non solo cartelle inesigibili: i debiti cancellati dal Fisco

La pace fiscale stabilita nel Decreto Sostegni interessa crediti che potrebbero essere ancora riscossi

La relazione tecnica del Dl Sostegni fornisce un punto di vista differente sul condono. Ad essere cancellati non sono soltanto i crediti inesigibili degli italiani, ma anche gli arretrati che i contribuenti starebbero in effetti già pagando.

Condono, non solo cartelle inesigibili: i criteri nel Dl Sostegni

La pace fiscale contenuta nel Decreto appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale riguarderebbe i crediti ritenuti ormai impossibili da riscattare delle cartelle fino a 5mila euro per il periodo dl 2000 al 2010.

È un condono certo ma per importi limitati e rivolto a persone in difficoltà. Su 5 mila euro lordi, tolti sanzioni e interessi, parliamo di 2.500 euro netti. Ma abbiamo messo un tetto di reddito.” aveva detto nella conferenza di presentazione del provvedimento il premier Mario Draghi.

“Dobbiamo però dire che qui lo Stato non ha funzionato – aveva ammesso – perché ha accumulato milioni di cartelle che non riesce a esigere. Per questo abbiamo inserito nel decreto una piccola riforma della riscossione. Lo stralcio aiuterà l’amministrazione a perseguire la lotta all’evasione in modo più efficiente”.

Un colpo di spugna per un importo di 666,3 milioni di euro, 451 dei quali però, secondo il documento allegato al Decreto, sul quale lo Stato avrebbe “un’aspettativa di riscossione” perché già rateizzati dai contribuenti in forza della Rottamazione ter e del saldo e stralcio deciso ai tempi del primo governo Conte.

Condono, non solo cartelle inesigibili: gli effetti

Un’incongruenza che porterebbe la misura varata dal governo Draghi ad avere un effetto relativo sullo smaltimento della montagna di cartelle da 987 miliardi di euro che inceppano la macchina della riscossione dell’Agenzia dell’Entrate, come da intenzioni del condono.

Azione ridimensionata anche dalla decisione di ridurre il limite temporale della cancellazione, rispetto alle prime ipotesi, dal 2015 al 2010. Di modesto impatto risulterebbe inoltre la soglia di reddito massimo fissato a 30mila euro che taglierebbe fuori dallo stralcio soltanto il 17% dei contribuenti. considerato che il reddito medio dichiarato al fisco dalle persone fisiche supera di poco i 33mila euro.

In un Paese nel quale, secondo gli ultimi dati, lavoratori autonomi e imprese evadono due terzi di quanto dovuto al Fisco, il 78% dei quali dichiarano cifre inferiori ai 30mila euro l’anno, mantenendo così i requisiti per potere fare ricorso al condono.

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Condono, non solo cartelle inesigibili: i debiti cancellati dal Fisco