Chiusura d’ufficio della partita IVA: modalità e criteri

Per quei contribuenti che non hanno chiuso la partita IVA quando dovevano, pur avendo cessato l’attività, il D.L. n. 193 del 2016 ha previsto la chiusura d’ufficio da parte dell’Agenzia

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L’articolo 35 del D.P.R. 633/72 dispone che entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività, il contribuente deve darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Per quei contribuenti che non hanno chiuso la partita IVA quando dovevano, pur avendo cessato l’attività, il D.L. n. 193 del 2016 ha previsto la chiusura d’ufficio da parte dell’Agenzia.

E così, con il provvedimento del 3 dicembre 2019, l’Agenzia delle Entrate definisce criteri e modalità sulla chiusura d’ufficio delle partite IVA dei soggetti che sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso risultano non avere esercitato attività di impresa o attività artistiche o professionali negli ultimi tre anni.

L’articolo 7-quater del decreto legge n. 193 del 22 ottobre 2016 convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016 n. 225, ha modificato l’articolo 35, comma 15-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972 n. 633, in merito alla individuazione e alla chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive dei soggetti che, pur avendo cessato l’attività, hanno omesso di presentare la dichiarazione di cessazione attività e non hanno presentato le dichiarazioni dei redditi negli ultimi tre anni..

Con il provvedimento in oggetto, il fine dichiarato dall’Agenzia delle Entrate è dare attuazione all’articolo 35, comma 15-quinquies, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 26 ottobre 1972 che dispone la comunicazione della cessazione dell’attività entro 30 giorni.

In buona sostanza, attraverso i riscontri automatizzati con le informazioni disponibili nell’anagrafe tributaria, l’Agenzia individua i soggetti titolari di partita IVA che negli ultimi tre anni precedenti non hanno presentato la dichiarazione IVA (se dovuta) o la dichiarazione dei redditi.

Dopo avere individuato i soggetti presumibilmente inattivi, l’Agenzia delle Entrate invierà una comunicazione preventiva di chiusura d’ufficio della partita IVA al contribuente. L’invio della comunicazione avverrà tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Niente Pec quindi!

Non appena il contribuente riceverà la comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, se ravvisa elementi non considerati o valutati erroneamente, può rivolgersi, entro 60 giorni dalla ricezione della lettera, ad un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia e fornire chiarimenti sulla propria posizione fiscale ai fini IVA.

Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, qualora l’Agenzia ravvisi la non operatività del soggetto, procederà contestualmente all’estinzione del codice fiscale. I soggetti diversi da persona fisica che non ritengano corretta la contestuale estinzione del codice fiscale, potranno rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per richiederne la riattivazione. In tal caso devono motivare la loro decisione.

L’ufficio, dopo aver verificato le motivazioni e la documentazione prodotta dal contribuente procede alla verifica della posizione fiscale e successivamente archivia la comunicazione di chiusura della partita IVA o procede al rigetto dell’istanza con motivato diniego.

Ricordiamo che per chiudere una partita IVA occorre presentare all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12 in caso di contribuenti persone fisiche o il modello AA7/10 in caso di contribuenti diversi da persone fisiche (enti, società o associazioni).

I modelli sono disponibili on line sul sito web dell’Agenzia delle Entrate e possono essere presentati ad uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate presenti sul territorio, a prescindere dal domicilio fiscale del contribuente. In alternativa, è possibile inviare il modello mediante raccomandata ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia o avvalersi di un soggetto incaricato alla trasmissione telematica per comunicare in modalità telematica la cessazione dell’attività.

I contribuenti iscritti al registro delle imprese dovranno provvedere alla comunicazione della chiusura della partita IVA esclusivamente per via telematica dovendo anche comunicare la cessazione dell’attività anche agli altri uffici preposti (Camera di Commercio, INPS, INAIL, etc…).

Antonino Salvaggio – Fisco 7

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