Cedolare secca sugli affitti, corsa per l’acconto del 60%

Si avvicina la scadenza del 2 dicembre, ultimo giorno per il versamento dell'acconto del 60% sulla cedolare secca sugli affitti

Il 2 dicembre 2019 è il termine ultimo per il versamento dell’acconto del 60% sulla cedolare secca sugli affitti. Le date di versamento, in acconto e in saldo, sono le stesse di quelle previste per l’Irpef (anch’esso in scadenza il 2 dicembre). Le regole per il versamento della cedolare secca “risalgono” al provvedimento delle Entrate del 7 aprile 2011 in base al quale erano stati previste per tutti i contribuenti due rate di acconto: la prima del 40% e la seconda del 60 per cento.

Versamento dell’acconto: come deve essere effettuato

Per la cedolare secca il versamento dell’acconto per il 2019, deve essere effettuato, in unica soluzione, entro il 2 dicembre 2019, se inferiore a 257,52 euro ovvero in due rate, il 1° luglio 2019 (30 settembre per i soggetti Isa) e 2 dicembre 2019, se l’importo dovuto è pari o superiore a 257,52 euro. L’acconto non è dovuto e l’imposta è versata a saldo, se l’importo su cui calcolare l’acconto non supera 51,65 euro.
Secondo l’articolo 7, comma 2, del provvedimento del 7 aprile 2011, anche per il calcolo della ripartizione dell’acconto dovuto tra le due rate del 1° luglio 2019 (30 settembre 2019 per i soggetti Isa) e del 30 novembre (quest’anno spostato al 2 dicembre 2019, perché cade di sabato) ci sono delle regole ad hoc per la cedolare secca.
Prevede, infatti, che l’acconto del 95% venga pagato per il 40% con la prima rata e per il 60% con la seconda.

Cosa cambia dal 2020 per la cedolare secca

Con il Decreto fiscale 2020 cambiano i versamenti dell’acconto della cedolare secca. A fornire precise istruzioni è la risoluzione numero 93/E pubblicata il 12 novembre 2019 dell’Agenzia delle Entrate.
Fino ad oggi il pagamento dell’acconto, se superiore a 257,52 euro, poteva essere effettuato in 2 rate, cosi calcolate:

  • 40% entro il 30 giugno;
  • 60% entro il 30 novembre.

A partire dal 2020, l’importo totale dell’acconto sarà pari al 90% dell’imposta dovuta cosi calcolata:

  • 45% entro il 30 giugno;
  • 45% entro il 30 novembre.

Infine, in relazione alla seconda rata del 30 novembre 2019 l’importo da pagare sarà del 50%, che sommato al 40% della prima rata colma l’importo dell’acconto previsto, come già detto, del 90%.

Cos’è la cedolare secca e come funziona

La cedolare secca è un’agevolazione per chi percepisce un reddito derivante dall’affitto di un immobile. In pratica sostituisce con un’aliquota fissa l’Irpef e tutte le addizionali che andrebbero versate relativamente ai ricavi percepiti dalla locazione. Chi può attuarla sono i titolari del diritto di proprietà o usufrutto che non utilizzano l’immobile per attività di impresa o professioni.
L’aliquota della tassazione agevolata sugli affitti con imposta fissa può essere al 10% o al 21%. In particolare è:
  • al 10% per contratti a canone concordato in Comuni con mancanza di soluzioni abitative o densamente popolati, per contratti d’affitto a studenti universitari e nei Comuni in cui vi sono state calamità naturali e per gli affitti transitori disciplinati dalla Legge numero 431 del 9 dicembre 1998;
  • al 21% per contratti d’affitto a canone libero.
L’imposta sostitutiva comprende già:
  • imposta di bollo;
  • imposta di registro;
  • addizionali regionali e comunali.
La scelta dell’opzione della cedolare secca ha come requisito la rinuncia all’aggiornamento del canone ed alle rivalutazioni per adeguamento Istat.
Gli immobili per i quali si può scegliere l’opzione sono:
  • immobili ad uso abitativo delle categorie catastali da A1 a A11 (escluso A10);
  • immobili commerciali di categoria catastale C\1 per il periodo di imposta 2019.

 

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