Cashback, ecco i furbetti del POS “da divano”: come scalano la classifica

Cashback, come i furbetti del POS hanno scalato la classifica sull'App IO

Dopo i furbetti della benzina, arrivano i furbetti del POS “da divano”, pronti a raggirare il sistema dei pagamenti che danno diritto al Cashback di Stato con un trucchetto che permette loro di scalare la classifica dell’App IO. Vediamo come funziona.

Cashback di Stato: chi può concorrere al super premio

Come è risaputi, a partire dal 1° gennaio 2021, se si effettuano almeno 50 pagamenti in un semestre con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento, ogni contribuente ha diritto a ricevere un rimborso del 10% delle spese sostenute (fino a un massimo di 150 euro) grazie al piano Cashback di Stato.

Gli acquisti danno diritto al bonus solo se effettuati in negozi fisici o finalizzati al pagamento di servizi resi “in presenza”, per esempio per pagare l’idraulico, il meccanismo o qualsiasi altro professionista (dall’avvocato al dentista).

Dal 1° gennaio 2021, inoltre, senza alcun importo minimo di spesa, si può concorrere per il Super Cashback di 1.500 euro, un premio semestrale che si ottiene se si rientra nei primi 100.000 cittadini che hanno totalizzato, negli ultimi sei mesi appunto, il maggior numero di transazioni tracciabili. In questo caso rimangono validi gli stessi acquisti del Cashback e conta il numero di transazioni, non gli importi spesi.

La classifica viene resa nota quotidianamente e può essere consultata dagli utenti accendendo all’App IO. Secondo i dati resi noti il 3 marzo 2021, per esempio, chi ha effettuato almeno 118 transazioni valide nell’ultimo periodo si è posizionato tra i primi 100 mila in classifica. Ciò significa che basta mantenere una media di 1,98 acquisti registrati al giorno per concorrere al Super Cashback. Il che rimane una cosa fattibile.

Cashback, chi sono i furbetti del POS “da divano”

Ciò che è strano, come riporta Libero Tecnologia, è che chi si è piazzato tra i primi in classifica – secondo i dati di marzo – ha riportato una media di 30 acquisti al giorno. In prima posizione, per esempio, c’è un utente con 1.757 transazioni valide in appena 59 giorni. Possibile? Sì. Probabile che siano tutti acquisti fisici? Meno.

Basta infatti fare un giro sul web – dai gruppi Facebook a quelli Telegram – per rendersi conto che esistono dei veri e propri maestri del Cashback, i ribattezzati “furbetti da divano” che, stando comodamente a casa, stanno riuscendo ad aggirare il sistema, suggerendo anche a chi si mette in contatto con loro come fare.

Il sistema messo a punto è abbastanza semplice, basta un POS senza P. Iva – collegabile ad uno smartphone – che permette all’utente di effettuare – e registrare – tutte le transazioni necessarie per salire la classifica. L’acquisto è legale e serve solo un codice fiscale e pochi euro per l’attivazione. Per le transazioni effettuate verranno applicate delle ritenute che variano da 1,5% al 2% e i redditi incassati su quel conto non espongono il contribuente ad alcuna infrazione, poiché basterà denunciarli al momento della dichiarazione dei redditi come guadagni derivanti da attività occasionali.

Bisogna dire, però, che se è vero che al momento questi non incorrono in alcuna sanzione, presto gli stessi potrebbero fare i conti con un’amara sorpresa: è partita infatti la caccia ai “furbetti del Cashback” da parte delle autorità, pronti a stanare e scovare tutti quelli che in maniera più o meno lecita stanno aggirando il sistema. La normativa vigente non considera tali comportamenti penalmente punibili, tuttavia ogni tipo di transazione scorretta o sospetta presto potrebbe comportare l’esclusione dal programma, stoppando la corsa al super premio di chi si è tanto affannato per ottenerlo.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Cashback, ecco i furbetti del POS “da divano”: come scalan...