Cartelle esattoriali, si va verso la proroga: quando la nuova scadenza

I nodi dell'evasione fiscale e della riforma della riscossione, l'intervento del direttore dell'Agenzia delle Entrate

Doveva scadere il prossimo 30 giugno, secondo quanto indicato nel decreto “Sostegni “, invece il blocco dei pignoramenti e dell’invio delle cartelle esattoriali dovrebbe essere prolungato fino al primo settembre. Della proroga si è parlato durante una serie di vertici al Mise, durante i quali i partecipanti si sarebbero resi conto, anche, che è impossibile intervenire l’aggio domandato dall’Agenzia delle Entrate in concomitanza con la riscossione.

E questo nonostante sul tema sia intervenuta la Corte Costituzionale, richiamando la politica all’urgenza di una riforma del meccanismo. La verità è che sarebbero troppo elevati i costi necessari per farne a meno: si verrebbe a creare infatti di un buco da 800 milioni.

Tutto sulla proroga del blocco dei pignoramenti e dell’invio delle cartelle esattoriali

Lo strumento per rendere effettiva la proroga, inizialmente fissata al 30 aprile 2021, potrebbe essere un emendamento. Ma si cerca l’accordo politico su cosa inserire nel provvedimento. Ad esempio, resta un margine di discussione riguardante lo scaglionamento del pagamento, il 2 agosto, delle 16 rate di coloro ai quali sono già state recapitate le cartelle e che hanno accettato il pagamento. Ma che da marzo hanno beneficiato del blocco. Su quest’ultimo gruppo la vice ministra dell’economia Castelli si è dimostrata possibilista.

I nodi dell’evasione fiscale e dell’aggio

Dopo i richiami della Suprema Corte, si è aperto un dibattito sul meccanismo dell’aggio che va all’Agenzia delle Entrate. A un convegno della Cgil, il direttore dell’Agenzia ha sollecitato una riforma della riscossione con queste parole: “Non funziona”, ha detto Ernesto Maria Ruffini, “anche se da quando è diventata pubblica – ha aggiunto – le entrate sono triplicate, da 3 a 9 miliardi”.

Il responsabile dell’Agenzia è intervenuto anche sul tema dell’evasione fiscale, tornato di attualità proprio nel corso dell’emergenza sanitaria. Come è noto infatti in Italia la sanità è pubblica. “Indecente”, questa la parola che Ruffini ha utilizzato per descrivere l’evasione: “È una lotta impari e la stiamo solo scalfendo”. Ecco quindi l’idea di rispolverare uno strumento cassato con l’avvento del governo giallo-verde e temuto da una fetta di cittadini: questo.

Sul fronte politico, si fa sentire la voce della Lega, che chiede un sistema automatico di cancellazione crediti dopo 5 anni. Sul punto però arriva la contrarietà di Pd e Leu.

Tutte le tasse e le scadenze del “mese nero” di giugno qui.

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