Molte P. Iva potrebbero dover restituire i bonus ricevuti fino ad ora: al via i controlli

Dopo aver elargito i bonus a tappetto durante la prima fase della pandemia il Fisco batte cassa: al via i controlli anti "furbetti"

Durante la prima fase della pandemia, tra marzo e aprile, con il paese bloccato e le attività chiuse, il Governo ha riconosciuto tutta una serie di aiuti destinati alle categorie più colpite dall’emergenza Covid. Tutti i criteri discretivi introdotti dopo, volti a restringere e circoscrivere gli interventi, sono stati poi introdotti in un secondo momento. Per questo motivo, come è stato spesso denunciato dai media, molti sono stati quelli che in quel periodo hanno usufruito delle agevolazioni approvate senza averne propriamente diritto.

C’è stato per esempio il caso dei bonus Covid erogati ai politici, per cui tra l’altro l’Inps è stato recentemente multato, ma anche quello dei bonus P. Iva finiti sui conti di chi in realtà non ne aveva bisogno. Per questo motivo, a un anno dallo scoppio dei casi di Coronavirus in Italia, il Fisco ha fatto sapere che batterà presto cassa, recuperando ciò che indebitamente è stato percepito.

Bonus P. Iva: chi dovrà restituire tutto al Fisco

L’Agenzia delle Entrate è pronta far partire i controlli stana “furbetti”: l’obiettivo è recuperare quanto indebitamente percepito dallo Stato. In questo modo il Fisco batte cassa, con controlli mirati ad annullare i bonus erogati a chi non avrebbe dovuto riceverli (ma che di fatto sono stati versati o per errore o per una poca attenta valutazione dei requisiti).

Chi ha ricevuto aiuti pubblici senza averne propriamente diritto, dunque, potrebbe presto dover restituire tutto. A seguito dell’approvazione a procedere da parte dell’Unione Europea, quindi, l’Erario è pronto a riscuotere.

Non solo recupero dei bonus, partono i controlli dell’Agenzia delle Entrate

Non solo annullamento dei bonus, ma anche recupero di quanto dovuto al Fisco italiano. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha fatto sapere che i suoi controlli saranno mirati a stanare chi ha percepito aiuti senza aver diritto ma anche chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione nei confronti dell’Erario.

“Con tale progetto si prevede un importante potenziamento delle attività di contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale. In sostanza, si provvederà ad introdurre, a sperimentare e ad utilizzare tecniche innovative di network analysis, di machine learning e di data visualization, al fine di realizzare un nuovo sistema di supporto ai processi di individuazione dei soggetti ad alto rischio di evasione”, ha spiegato Ernesto Maria Ruffini, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate.

L’ispezione utilizzerà il nuovo sistema di intelligenza artificiale dell’AE, cui intervento verrà scaglionato nel corso dei prossimi tre anni: si parla di 300 controlli al giorno che in un anno coinvolgeranno circa 110 mila P. Iva, cui movimenti e transazioni verranno passate in questo modo al setaccio.

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