Bonus facciate al capolinea: cosa sappiamo della proroga

Per usufruire del bonus facciate c'è ancora poco tempo, considerando che potrebbe non arrivare il rinnovo della misura per il 2022

Il Governo adotta una nuova strategia sui bonus, nel tentativo di mettere ordine nella giungla di incentivi e detrazioni pensati negli anni, che spesso si perdono in lungaggini burocratiche e difficoltà di accesso per i contribuenti. Il nuovo documento programmatico di bilancio chiarisce il futuro dei bonus edilizi, quelli destinati alle ristrutturazioni domestiche.

L’ultima parola spetterà alla legge di bilancio, e solo dopo la sua stesura si avrà la conferma delle intenzioni dell’esecutivo. Per ora sembra chiaro però che il bonus facciate potrebbe sparire.

Non è infatti prevista una proroga per il 2022 per il bonus per il rifacimento delle facciate degli edifici esistenti, nonostante il dissenso di diverse parti politiche. A iniziare da Dario Franceschini, ministro della Cultura in quota Partito Democratico.

Il numero uno del Mibact ha sottolineato che si tratta di una misura “che sta funzionando, fa lavorare le imprese e rende più belli i borghi e le città, dai centri storici alle periferie”.

Dario Franceschini ha dichiarato che nel prossimo Consiglio dei Ministri lotterà per non far sparire la detrazione. Le facciate, ha spiegato, “pur essendo di proprietà privata, sono di fatto beni pubblici” e contribuiscono al recupero o al degrado delle città italiane.

Bonus facciate: come funziona e quali lavori sono ammessi

Il bonus facciate è una detrazione d’imposta per gli interventi che sono finalizzati al restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali. In questa categoria rientrano, tra gli altri, i negozi, le chiese e gli ospedali.

Attenzione però. Gli edifici che possono beneficiare della misura devono trovarsi solo in queste due zone indicate dal decreto ministeriale n. 1444/1968 o in zone ad esse assimilabili in base alla normativa della Regione e dei regolamenti dei Comuni.

  • Zona A – Centro storico – edilizia storica.
  • Zona B – Zona di completamento – edilizia residenziale consolidata.

Rientrano solo gli interventi sulle strutture opache della facciata, sui balconi o su ornamenti e fregi (ve ne abbiamo parlato qui), comprese le operazioni di sola pittura o tinteggiatura. Non sono invece consentiti gli interventi sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o dal suolo pubblico. Qui l’elenco di tutti i lavori ammessi ed esclusi.

Bonus facciate: chi ne ha diritto e a quanto ammonta

Possono usufruire del bonus facciate le seguenti categorie.

  • Tutti i contribuenti, residenti e non in Italia.
  • Soggetti Irpef.
  • Soggetti passivi Ires.

La detrazione non spetta invece a chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva. Può essere richiesta anche per i condomini, come vi abbiamo spiegato qui.

La detrazione ammonta al 90% delle spese documentate sostenute tra il 2020 e il 2021 ed effettuate tramite bonifico bancario o postale. È ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo. Non sono previsti limiti massimi di spesa, né un limite massimo della detrazione.

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