Berlusconi rispolvera la flat tax, ma cambia la proposta di Salvini

Il leader di Forza Italia ha mandato sui social il primo di una serie di video-messaggi lanciando la flat tax al 23%

Silvio Berlusconi tira la volata al centrodestra in vista del traguardo del voto del 25 settembre con un format di video-messaggio lanciati sui social per esporre il proprio programma elettorale. Il leader di Forza Italia inizia dal cavallo di battaglia del taglio delle tasse, ma questa volta “ruba” a Salvini la proposta della flat tax al 15% per tutti e rilancia un aliquota piatta del 23%.

Berlusconi rispolvera la flat tax: la proposta

“Una pillola al giorno leva il medico di torno. Una pillola al giorno del nostro programma dovrebbe levare di torno i signori della sinistra” dice Berlusconi introducendo sui social la prima puntata di questa serie di video-messaggi elettorali.

“La pillola sono le tasse. Quando saremo al governo applicheremo una flat tax al 23%, per tutti, famiglie e imprese, per alleggerire l’oppressione fiscale, per combattere davvero l’evasione, per aumentare le entrate dello Stato” afferma il Presidente di Forza Italia nel breve video diffuso sui suoi canali, invitando i cittadini a votare per il suo partito per “lasciare più denaro nelle tasche degli italiani, per far ripartire consumi e investimenti” (qui avevamo parlato degli affari milionari del presidente di Fi mentre qui del caos nella famiglia Berlusconi).

Una reinterpretazione della flat tax al 15%, vero pezzo forte del repertorio dell’alleato Matteo Salvini che, come il leader azzurro, è tornato a promettere nella campagne elettorale appena iniziata l’aliquota fissa per famiglie e imprese (qui avevamo parlato della smentita da parte di Mosca di ingerenze sulle decisioni di Berlusconi e Salvini).

Berlusconi rispolvera la flat tax: il programma economico del centrodestra

Nelle stesse ore in cui il messaggio di Berlusconi rimbalzava sul web, anche il segretario della Lega ha affrontato i temi economici in cima all’agenda del suo partito “in attesa di realizzare pace fiscale, flat tax e quota41”, proponendo “di “detassare straordinari, premi e aumenti di stipendio ai dipendenti” così da rilanciare i consumi e arginare i rincari dei prezzi.

Per Salvini questo “sarebbe un provvedimento ragionevole, sollecitato da imprenditori di tutti i settori che vogliono mettere soldi netti in busta paga ai dipendenti per fronteggiare inflazione e maggior costo della vita”.

La terza punta della coalizione non voleva essere da meno, ma, rispetto ai temi legati a tasse e consumi, Giorgia Meloni ha voluto mettere l’accento invece sul taglio dell’outlook sul debito italiano deciso ieri sera Moody’s, dicendosi “preoccupata” anche per la “drastica revisione delle stime di crescita del Pil italiano per il 2023 prevista dalla Commissione Europea”.

“Siamo in clamoroso ritardo sull’esecuzione dei progetti del Pnrr, e l’Italia viene vista come una nazione sostanzialmente ferma. Per questo – ha affermato la leader di Fratelli d’Italia – siamo convinti che serva un cambio radicale rispetto alle disastrose politiche portate avanti in quest’ultimo decennio, dove il Pd è sempre stato al governo pur avendo perso sistematicamente tutte le elezioni”.

Secondo Meloni in questo momento “l’Italia ha bisogno di tornare a correre, il nostro obiettivo primario sarà quello di tornare a liberare il genio creativo italiano, nostra vera inesauribile risorsa” e assicura che in FdI “siamo pronti”.

Ma non di solo economia hanno parlato i due leader del centrodestra: rispolverando un altro cavallo di battaglia, Salvini e Meloni hanno lanciato la proposta di un blocco navale per fermare il flusso di migranti.

Ipotesi che ha scatenato polemiche trasversali, alle quali la presidentessa di Fratelli d’Italia ha ribattuto che “il Blocco navale europeo in accordo con le autorità del nord Africa che da anni propone Fratelli d’Italia altro non è che l’attuazione di quanto proposto dall’Unione Europea già nel 2017 e ribadito numerose altre volte. Chi oggi blatera che ‘il Blocco navale non si può fare perché è un atto di guerra’ dimostra la sua totale ignoranza sul tema immigrazione”.