Modello 730/2021, quando l’Agenzia delle Entrate può bloccare i rimborsi IRPEF

I casi in cui l'Agenzia delle Entrate può bloccare i rimborsi IRPEF spettanti a seguito della presentazione del modello 730

Con pubblicazione di un provvedimento datato 24 maggio 2021 (Prot. n. 2021/125708), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito i casi in cui, a seguito di presentazione dichiarazione dei redditi 2021, i rimborsi IRPEF spettanti possono essere bloccati.

In questo modo l’Amministrazione finanziaria ha anche ribadito quali sono gli elementi di incoerenza di cui tenere conto per i controlli che coinvolgono i 730/2021, quando e se questi genera un rimborso nei confronti del contribuente.

Modello 730/2021: quali sono i criteri di incoerenza delle dichiarazioni con esito di rimborso

L’Agenzia delle Entrate, col suo provvedimento, ha specificato che sono “elementi di incoerenza delle dichiarazioni dei redditi modello
730/2021 con esito a rimborso” le modifiche presentate dai contribuenti rispetto alla dichiarazione precompilata che “incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta” e comportano uno scostamento per importi significativi rispetto a quelli risultanti nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente, oppure ancora dai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche.

È altresì considerato elemento di incoerenza la presenza di situazioni di rischio, individuate per esempio in base a irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

Dichiarazione 730/2021: quando scattano i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui rimborsi

Come stabilito dalla legge di bilancio 2016, in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi (direttamente o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale), l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi se ci sono modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che:

  • incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta
  • presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri
  • e determinano un rimborso di importo superiore a 4mila euro.

Le verifiche fiscali, in questo caso, avvengono in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione oppure al momento della trasmissione, se questa è stata presentata successivamente.

I controlli, quindi, potrebbero determinare il blocco dei rimborsi spettanti dal 730 presentato. Al contrario, se gli stessi rimborsi risultano coerenti e confermati al termine delle operazioni di ispezione preventiva, l’erogazione avverrà non oltre il sesto mese successo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione o, se questa è stata presentata oltre il termine, al momento della data di trasmissione.

Questi controlli, ha specificato il Fisco, possono trovare applicazione anche con riferimento alle dichiarazioni presentate ai CAF o ai professionisti abilitati e non sono alternativi o vanno a sostituire quelli in materia di imposte sui redditi, che comunque continueranno ad essere portati avanti dall’AE.

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